di Daniele Bovi e Antioco Fois
Dopo quella ad Andrea Romizi, prosegue con il candidato del centrosinistra Wladimiro Boccali la serie di interviste ai sei candidati sindaco di Perugia che Umbria24 pubblicherà fino a domenica. Undici domande identiche per tutti su alcuni dei temi più rilevanti che riguardano il territorio perugino. In fondo alla pagina i link alle altre interviste.
Ritiene possano esserci margini per tagliare tasse e tariffe? Se sì, in quale misura?
«La questione fiscale va posta prima di tutto in termini di equità. Si possono rimodulare tasse e tariffe nel segno della progressività: chi più ha più paghi. Intanto siamo intervenuti sul fronte concreto delle esenzioni: nessun aumento Irpef sotto 12 mila euro e agevolazioni per “fasce deboli”: asili nidi gratuiti per le famiglie meno abbienti e tariffe personalizzate in base al reddito reale e non più per fasce. Inoltre eliminazione della tassa di soggiorno, rimodulazione dell’Imu su immobili strumentali, invarianza della Tari sulle utenze non domestiche».
La sicurezza, anche quella percepita, è uno dei problemi più sentiti dai cittadini: coi mezzi che avrà a disposizione come sindaco, cosa intende concretamente fare?
«Dal mio primo giorno da Sindaco ho affrontato questo tema come una priorità, mettendoci la faccia e non sottovalutandolo. Questa amministrazione ha utilizzato adeguatamente i pochi strumenti di cui i sindaci dispongono, è stata migliorata la pubblica illuminazione, potenziato il sistema di videosorveglianza, recuperati e rigenerati spazi chiusi da tempo. Ora,oltre a continuare su questa strada potenzieremo la collaborazione con le forze dell’ordine e continueremo a pretendere la giusta attenzione da parte dello Stato. La vera risorsa da mettere in campo per fronteggiare al meglio il problema è però lo straordinario capitale sociale di questa città:l’associazionismo diffuso e le sue azioni collettive. Molto c’è ancora da fare, specie in alcune zone della città, ma siamo certi questa sia la strada giusta, i risultati ottenuti ce lo confermano».
Perugia è uno dei comuni più grandi d’Italia e spesso ci si concentra solo sul centro storico: cosa intende fare per le frazioni? Come aumentare il livello di partecipazione della cittadinanza?
«Perugia non ha frazioni o periferie ma 54 centri urbani ricchi di associazioni sportive, sociali, culturali, ricreative, parrocchiali. Questo è ciò che va salvaguardato, incentivato e promosso, questo è il nostro capitale comune. Le circoscrizioni rappresentavano un grande strumento di partecipazione; con la loro soppressione si è perso un importante luogo di dialogo e mediazione, per questo abbiamo lavorato in questi anni per individuare un nuovo modello partecipativo, già sperimentato con successo dal Comune di Bologna».
Le due Università sono tra i più importanti ‘motori’ cittadini e stanno accusando un calo degli iscritti: cosa, concretamente, può fare il Comune per offrire servizi migliori agli studenti?
«La città e l’Università devono muoversi in assoluta sinergia, per questo il nuovo protocollo Comune-Università, che coinvolge anche l’Università per Stranieri e le altre istituzioni di alta formazione, ovvero conservatorio, Accademia di belle arti, oltre Scuola di giornalismo Rai e Scuola di lingue estere dell’Esercito, assume una particolare rilevanza: non solo nuove aule per lo studio, alloggi per gli studenti e più biblioteche, ma anche una campagna di comunicazione volta a restituire il ruolo di prestigio nel panorama di alta formazione, non solo italiano ma anche internazionale, già iniziata grazie alla candidatura a Capitale europea della cultura».
Qual è il suo progetto per il Mercato coperto e per gli altri spazi pubblici vuoti che ci sono in città?
«Per il Mercato coperto la giunta ha da tempo stilato linee guida programmatiche: riqualificazione architettonica per insediarvi funzioni di mercato, secondo la sua tradizione, ma con un connotato di qualità oltre a funzioni culturali, avendo già individuato le risorse necessarie all’intervento. Su altri spazi di proprietà dello Stato è in corso un pressing sul Demanio e sui Ministeri di competenza per acquisire contenitori strategici ora chiusi e inutilizzati. Primo tra tutti l’ex carcere che diventerà, fra le molte funzioni, anche un’officina sostenibile di imprese culturali per i giovani e passerà da luogo di reclusione a spazio per liberare la creatività. Altri spazi inutilizzati sono invece privati. Su questi l’amministrazione da anni lavora per proporre soluzioni utili alla collettività. Un ottimo risultato su questo fronte, lo voglio sottolineare, è l’accordo per la riapertura del teatro Pavone».
L’orario di apertura e chiusura della Ztl lo giudica funzionale alle esigenze della città? Se no, come lo cambierebbe?
«Io credo si sia raggiunto un buon equilibrio tra accessibilità e pedonalizzazione, tra le esigenze dei commercianti, quelle dei residenti e di tutti gli altri fruitori: il centro è aperto dalle 13 a mezzanotte, domenica e festivi sempre aperto. Molte le agevolazioni, come quelle del permesso rosa, dedicato alle donne in gravidanza e alle neo mamme o quelle per le auto elettriche. A chi chiede una totale apertura rispondo di non dimenticare le caratteristiche dell’acropoli, che ne fanno un ambiente unico ma molto delicato».
Il costo di parcheggi e strisce blu viene percepito come troppo elevato. Posto che il Comune non è più tra i soci di Sipa e che quindi occorre una trattativa con la società, concretamente come pensa di intervenire?
«Pochi sanno che dalle 20 alle 2 i parcheggi costano 2,50 euro, escluso quello del Mercato coperto che, infatti, non è un parcheggio ma un vero e proprio garage custodito, i cui prezzi vanno quindi comparati ad analoghe tipologia di servizio. Ciò che intendiamo fare, oltre ad una necessaria campagna di informazione, è sperimentare, in un parcheggio da individuare, la sosta a un euro dopo le 19 così come l’attivazione di una convenzione con il servizio taxi cittadino per tariffe agevolate dopo le 21».
Probabilmente entro l’estate i soci pubblici di Umbria mobilità (compreso il Comune), venderanno l’ultimo 30% di azioni a Busitalia. Per quanto riguarda quindi i trasporti cittadini, dal centro alle periferie fino alle frazioni, quali sono i 4-5 provvedimenti da adottare? La seconda linea del minimetrò sarebbe utile alla città?
«Qui è necessaria una premessa: nella programmazione regionale della mobilità, Perugia deve avere un ruolo prioritario nella ripartizione del fondo regionale per il trasporto, non foss’altro per il suo ruolo di capoluogo, a cui afferiscono funzioni e servizi di carattere regionale. Questo consentirà di migliorare il servizio in particolare nelle direttrici più utili e funzionali ai cittadini: l’ospedale, il poliambulatorio e le aree industriali, senza trascurare i collegamenti con il centro storico. Per quanto riguarda il minimetro, pur essendo un vettore strategico per la città, al momento non esistono le condizioni economiche e finanziarie, per pensare ad una seconda tratta».
Come intende intervenire sul funzionamento della macchina burocratica comunale?
«La crisi economica, ma in generale i cambiamenti della società e della economia, comportano la necessità di modificare in profondità uffici e servizi. Negli scorsi 5 anni abbiamo diminuito il numero dei dirigenti e del personale, quindi spendiamo meno. Adesso, per far favorire una ripresa del lavoro e dello sviluppo, serve una profonda semplificazione dei meccanismi e delle norme burocratiche, anche in vista della cancellazione delle Provincie. Intendo procedere ad una sostanziale riorganizzazione dei servizi e delle risorse umane, per un Comune sempre più in linea con le esigenze dei cittadini e delle imprese».
Quali sono i provvedimenti concreti per rendere Perugia, nella sua interezza, uno spazio più ‘accogliente’ per le imprese e per favorire lo sviluppo economico? Come aiutare il commercio che vive un periodo di crisi a causa della contrazione dei consumi?
«Oltre alla semplificazione amministrativa che faciliti le attività di cittadini ed imprese, la priorità è lavorare sulle infrastrutture di collegamento: dopo l’aeroporto, anche strade e ferrovie, come i lavori di ristrutturazione e ampliamento dell’importante nodo ferroviario di Ponte San Giovanni e la fermata dell’alta velocità nella media Etruria. Aggiungo che abbiamo investito molto sulla zona industriale di Sant’Andrea delle Fratte e che un campo su cui lavorare è quello della green economy, che a Perugia ha un terreno fertile perché la nostra città è ai primi posti di tutte le classifiche in tema di sostenibilità. Per il commercio, abbiamo ridotto del 5% il canone di affitto per gli esercizi che occupano locali del Comune in centro e liberalizzato le superfici commerciali lungo l’asse di Corso Vannucci. Abbiamo lanciato iniziative rivolte ai giovani, per avvicinarli all’artigianato, come il progetto in sinergia con l’Accedemia delle belle arti, di fare di via dei Priori il luogo degli artisti e dell’artigianato».
Quali sono i centri di spesa dai quali si possono tagliare risorse e, eventualmente, come investirle a favore della cittadinanza? Quanto costano gli interventi proposti nel vostro programma elettorale e come pensate di finanziarli?
«Di certo non con altri tributi né con trasferimenti nazionali che vengono ridimensionati di anno in anno, ma cercando di accedere ad un numero sempre maggiore di risorse europee che con una forte capacità progettuale che ha già permesso di disporre di importanti finanziamenti. A tal proposito voglio ricordare quanto l’Europa sia vicina e quanto sempre più sarà importante implementare e facilitare le partnership pubblico-privato in operazioni fondamentali per la città. In questi anni i nostri uffici hanno costantemente razionalizzato le uscite, a partire dalla spesa per il personale e i dirigenti ma i centri di spesa su cui intendiamo intervenire sono l’acquisto di beni e servizi trasversali, come utenze ad esempio, rinegoziando i contratti e le convenzioni in essere, i servizi opzionali e facoltativi del contratto di igiene urbana valutando l’organizzazione e l’efficacia, e tale misura incide sulla tariffa; le assicurazioni per responsabilità civile verso terzi, il servizio di trasporto pubblico rivedendo le percorrenze e le frequenze, il blocco dell’indebitamento per il finanziamento degli investimenti per non gravare il bilancio da interessi passivi, l’acquisto di generi alimentari delle mense scolastiche attraverso l’estensione dell’appalto del servizio, l’ulteriore riduzione degli incarichi dirigenziali e del personale a tempo determinato e nuovi modelli gestionali per gli asili nido. Le mie proposte si finanzieranno con economie derivanti dalla revisione della spesa corrente, rinegoziando i contributi regionali per trasporti e sociale, con il recupero dell’evasione, con l’estinzione anticipata di mutui e prestiti con risorse provenienti dalla dismissione del patrimonio immobiliare, con la razionalizzazione delle partecipazioni societarie e delle partecipazioni in organismi esterni come fondazioni e associazioni e con l’acquisizione di contributi dall’Ue e dai ministeri».
L’INTERVISTA AD ANDREA ROMIZI
L’INTERVISTA AD ADRIANA GALGANO
L’INTERVISTA A CRISTINA ROSETTI
