di Daniele Bovi
«La vicenda all’inizio ha pesato, è stata determinante. Poi però sono stato colpito dall’impegno dei militanti in un movimento dove ti senti importante». A parlare è Stefano Giaffreda, leccese di 47 anni, da molti trapiantato a Perugia, gestore del Caffè Morlacchi e ora candidato nella lista del Movimento 5 Stelle. La vicenda alla quale si riferisce è quella del Caffè: alla metà del maggio di un anno fa si è consumata l’ennesima puntata di una querelle che vede contrapposti, da tempo, i pochissimi residenti e i proprietari del locale, frequentato specialmente nelle serate primaverili ed estive da tantissimi giovani che sostano in piazza Morlacchi. In quelle settimane viene notificata un’ordinanza comunale con la quale il Caffè viene obbligato a chiudere, per un anno, alle 23. Un provvedimento alla base del quale ci sono i rilievi fonometrici fatti dall’Arpa e le relazioni dell’Asl.
I rilievi «La causa principale del potenziale inquinamento acustico – scriveva l’Arpa – è identificabile negli avventori del locale che sostano numerosissimi davanti al locale cagionando, con urla e schiamazzi, disturbo al riposo delle persone che abitano nel vicinato. Alla chiusura del locale molti avventori hanno sostato nei pressi dell’alloggio degli esponenti fin oltre le 3; tale circostanza ha influenzato la misura del livello del rumore residuo». Un mese dopo in consiglio comunale arriva una mozione bipartisan (primo firmatario Scarponi, Pdl, e secondo il Pd Miccioni), dove si fa presente che sono molte le attività che si affacciano sulla piazza «e che comunque non si possono ritenere responsabili il Caffè Morlacchi e gli altri esercizi presenti dell’inquinamento acustico che si crea a causa della folla di giovani in una piazza pubblica come piazza Morlacchi, poiché al di fuori delle attività commerciali».
LA LISTA E LA CONFERENZA STAMPA DI ROSETTI
Nata per caso La querelle è iniziata nel 2008 quando l’amministrazione ha imposto al Caffè di tenere le porte chiuse in caso di concerti all’interno; poi, nel 2011, il «divieto di utilizzo di impianti musicali» dalle 22. «Io – racconta Giaffreda a Umbria24 – non ho mai fatto politica in prima persona, anche se molti in questi anni me lo hanno chiesto. Il Pd ma non solo loro». Gli anni di carte bollate hanno pesato sulla sua scelta di scendere in campo col Movimento: «Inizialmente – continua – ho provato rabbia e impotenza, dal sindaco non ho ricevuto neppure una telefonata. La candidatura nasce per caso, mi sono iscritto al meet up di Perugia centro e lì ho spiegato la questione che riguarda il mio locale. La vicenda in un primo momento è stata determinante, poi sono stato colpito dall’impegno di questi militanti, impegno che viene messo in un movimento dove ti senti importante, dove c’è un progetto per rendere le cose più giuste».
Centro storico Giaffreda lavorerà in quei gruppi che si occupano di politiche per il centro storico, locali notturni compresi, e spiega che nei prossimi cinque anni chi governerà la città dovrà puntare ad una «riappropriazione degli spazi di Perugia. Pensiamo a quello che è successo in queste settimane al Mercato coperto: i ragazzi di “Umbria grida terra” hanno fatto molto. Poi servirà molta attenzione sul versante degli affitti e delle strutture pubbliche che vengono affittate. Penso anche a riportare al centro le piccole attività, magari dando gli spazi in gestione ai giovani. Vengo da una città come Lecce dove tutto ciò è stato fatto: perché non far tornare le arti tipiche al centro con piccoli laboratori?».
Twitter @DanieleBovi
