«Bene capire gli errori ma basta autoflagellazione. Ci servono idee, progetti, una visione. Cogliere, quindi, la sfida di un partito comunità. Così siamo utili alla città e all’Umbria, in cui Perugia deve rafforzare la sua identità di città capoluogo». Così sabato la presidente della Regione Catiuscia Marini intervenendo a «Perugia work in progress», la prima conferenza programmatica di un Pd di Perugia che prova a ripartire dopo la storica sconfitta dell’otto giugno scorso. Nel suo intervento la presidente, che lunedì dovrebbe incassare l’appoggio dell’assemblea regionale del partito per un secondo mandato, ha ricordato «i punti di forza della politica regionale, dall’equilibrio fiscale e dal rigore della spesa pubblica – ha detto – a una bassa tassazione, da un welfare di qualità ad avanzate politiche ambientali, che vuol dire qualità del territorio, e una sanità d’eccellenza, su cui è oggi possibile programmare il futuro e investire».
Metabolizzare Sul lavoro c’è invece molto da fare, specialmente in una delle regioni che più ha sofferto i colpi della crisi. Ad aprire la giornata di lavori è stato il segretario comunale Francesco Giacopetti: «A Perugia – ha spiegato – dobbiamo ancora metabolizzare, invece, una sconfitta storica e dolorosa. Dobbiamo farlo con la dovuta profondità di analisi ma in fretta, perché è tempo di ricostruzione. Tra il primo turno e il turno di ballottaggio, la scorsa primavera, 14mila elettori ci hanno voltato le spalle consegnandoci un chiaro messaggio di cambiamento. La nostra risposta non può risiedere in un ripiegamento su noi stessi, in una perenne seduta di autoanalisi, che pure abbiamo affrontato nei mesi scorsi, confrontandoci e scontrandoci pure, ma sempre convergendo sulla necessità di far emergere la voglia di riscatto di una comunità che crede in una Perugia diversa da quella che ci si propone in queste settimane».
Apertura Giacopetti ha parlato di apertura (anche in riferimento all’età media dei tesserati, 56 anni) e di capacità di visione per costruire la Perugia del futuro. La parola fine su quel che è stato la vuol mettere anche il segretario regionale Giacomo Leonelli: «Bisogna archiviare la pagina del ballottaggio e andare avanti – ha detto – su tre binari, ovvero puntare sul livello programmatico, fare le nostre battaglie, perché il Pd è un partito in trincea che non può sottrarsi a un approccio che si traduca nel metterci la faccia, e ribadire la centralità della città nello scacchiere regionale. Lunedì – ha promesso – in assemblea regionale, dovremo marcare di aver recepito la volontà di cambiamento emersa con il ballottaggio dell’8 giugno».
Ripartire A chiudere la giornata, nella quale si sono contati una trentina di interventi tra i quali anche quelli di alcuni parlamentari, è stata la vicepresidente nazionale del partito Debora Serracchiani: «Ripartire dalla conferenza programmatica – ha detto – è certamente la scelta più faticosa, ma è lo stesso modello che abbiamo seguito anche in Friuli dopo la sconfitta del 2008. Queste sconfitte non si metabolizzano, restano sulla pelle, ma non possono diventare riferimento unico e sostanziale. Spesso abbiamo peccato guardando troppo nel nostro recinto e ora la sfida è trasmettere il senso di una missione collettiva per cambiare il Paese, con forza, coraggio e determinazione».
