La conferenza stampa di questa mattina

di Daniele Bovi

Né commissariamento sul modello Livorno né tutor da affiancare al segretario Francesco Giacopetti. Dopo la storica, dolorosissima sconfitta dell’otto giugno il Pd di Perugia prova a ripartire affidandosi alla cosiddetta «società civile» e mettendo in calendario una sorta di ‘Leopolda’ cittadina da tenersi tra settembre e ottobre. E così martedì nella sede del partito, dove si presentava anche la festa comunale che si terrà a Ponte Valleceppi dal 25 luglio al 3 agosto, accanto al segretario regionale Giacomo Leonelli e a quello comunale Giacopetti, ci sono il professor Carlo Calvieri, l’imprenditrice Cinzia Bugiantelli e l’assegnista di ricerca Diletta Paoletti. Persone non certo culturalmente distanti dal Pd, ma che per prime hanno dato la propria disponibilità rispondendo a quello che Leonelli ha chiamato un «segnale di apertura: ripartiamo dal basso per riaprire un dialogo con la città, rompendo ogni sorta di incrostazione e capendo quali sono le esigenze dei cittadini. Tra qualche mese vogliamo fare una ‘Leopolda’ di Perugia: chi si riconosce nel centrosinistra dia il suo apporto».

Mea culpa E tra qualche mese ci saranno anche le regionali, dossier al quale si è accennato nei giorni scorsi in una telefonata tra il segretario e il braccio destro di Matteo Renzi, Luca Lotti. Una chiacchierata per spiegare che l’Umbria non è, al momento, tra le priorità del partito nazionale. Di tutto, comunque, se ne riparlerà solo dopo l’estate. Di sicuro c’è che tutto si vuole tranne che un’ulteriore cocente sconfitta. Analizzando quella di Perugia, Leonelli ha detto che «dobbiamo fare mea culpa perché siamo stati autoreferenziali. A Perugia – sostiene – si è rotto il rapporto con un pezzo di centrosinistra: al primo turno ci hanno votato 46 mila persone, al secondo 25 mila. Questo pezzo di elettorato deve essere il nostro primo ‘mercato di riferimento’ e, per raggiungerlo, serve un lavoro politico di riconnessione. Al partito cittadino poi spetterà la riorganizzazione dei circoli». Sul punto un primo momento di confronto ci sarà sabato alla Festa de l’Unità dove, dalle 10, iscritti e simpatizzanti potranno dire la loro su ciò che non funziona dentro il corpaccione del partito.

Apertura «Apertura e partecipazione» sono poi le parole d’ordine anche di Giacopetti: «Abbiamo bisogno di aprirci – ha detto – di partecipare, con responsabilità e spirito di collaborazione. Nessuno può permettersi di stare alla finestra, perché come abbiamo condiviso le responsabilità della sconfitta ora abbiamo necessità di condividere l’apertura di una fase nuova per il Pd cittadino. Ci confronteremo con i circoli, per capire di cosa c’è bisogno per ripartire. Ma soprattutto ci apriremo al contributo della società civile, senza retropensieri e per il bene di Perugia». A proposito della ‘Leopolda’ cittadina invece, il segretario ha spiegato che «non abbiamo bisogno dell’ennesimo appuntamento congressuale divisorio e concentrato sul chi, ma di un appuntamento di ampio respiro, aperto e trasparente, che coinvolga la città e tutte le forze politiche e sociali vicine al Pd».

IL PROGRAMMA DELLA FESTA 

Ripartire Bugiantelli è un pezzo di quel mondo della piccola e media impresa con la quale il partito fa estrema difficoltà a rapportarsi. «Una realtà – ha detto – che cercherò di portare qui dentro» mentre Calvieri, che apprezza «questa nuova fase», a proposito della passata amministrazione ha detto che «non è stata cattiva, però aveva perso di vista l’anima della città». Paoletti invece ha parlato della necessità di una «riflessione su come affrontare il futuro e di un ‘ammorbidimento’ dei confini tra il partito e l’esterno». Quanto alla scelta di portare la Festa a Ponte Valleceppi invece, Giacopetti ha spiegato che ciò risponde alla volontà di renderla itinerante, «per dare centralità ai territori e premiare l’impegno dei circoli che ci mettono passione e impegno». «Abbiamo voluto concepirla – ha detto Cristian Baldelli, segretario del circolo – come una festa delle persone tra le persone, in cui sia chiaro che i politici sono prima di tutto cittadini. Vogliamo dare il senso di un partito che è comunità, con umiltà. E ripartire da qui».

Twitter @DanieleBovi

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