di Daniele Bovi
Come in una sorta di gioco dell’oca, il centrodestra perugino torna al punto di partenza. Era la metà di gennaio infatti quando dal cilindro del totonomi per il candidato sindaco di Perugia ne era spuntato uno, quello dell’avvocato Corrado Zaganelli. Dopo due mesi sull’orlo dello psicodramma, tra ultimatum e minacce di rottura, al 99% sarà lui a sfidare il 25 maggio Wladimiro Boccali. L’accordo, raggiunto grazie a tanto ago e filo in un pomeriggio di tensione, è stato raggiunto martedì: il candidato della cosiddetta società civile proposto dal commissario di Forza Italia Catia Polidori verrà sostenuto anche da Fratelli d’Italia e Nuovo centrodestra, molto probabilmente anche da Scelta civica. Insomma, il grosso del centrodestra c’è e il rischio di un fronte diviso sembra essere stato scongiurato. Gli alfaniani nel dare il via libera hanno chiesto la disponibilità di Zaganelli a creare una lista civica che è, come conferma l’avvocato a Umbria24, l’opzione che lui, non essendo iscritto ad alcun partito, vuole scegliere. «Ora – dice Polidori – bisognerà andare da lui e offrirgli un bel piatto ricco». Insomma, sembra che manchino solo i dettagli.
Lista civica La strada che ha portato allo studio dell’avvocato Zaganelli è stata tortuosa: Luciano Rossi, coordinatore regionale di Ncd, sembrava più orientato alla corsa in solitaria, Massimo Monni e Maria Rosi l’idea della candidatura l’hanno accarezzata e così quelli di Fratelli d’Italia, dal coordinatore provinciale Marco Squarta in giù, armati di ago e filo hanno mediato fino al via libera arrivato nel tardo pomeriggio. Settantadue anni, Corrado è figlio di Stelio Zaganelli (morto all’inizio del 2011), uno dei principi del foro cittadino e sindaco socialista della città dal 1977 al 1980. Appassionato della tradizione gastronomica umbra, grande conoscitore di Perugia e della peruginità, Zaganelli, che per la prima volta esce allo scoperto, spiega a Umbria24 che la sua sarà «una lista civica sostenuta da un ‘rassemblement’ di centrodestra, il più largo possibile con l’ambizione di pescare un po’ dovunque».
Una città che dorme Dal suo studio vede «una città che dorme da secoli, dove ci sono equilibri e consorterie consolidate. Molto importante sarà la capacità di reazione dell’opinione pubblica cittadina. Devo dire che sul caso di San Bevignate, piuttosto grave, si è svegliata». In cima alla lista dei problemi Zaganelli non mette la sicurezza o i servizi: «Il problema centrale – spiega – prima delle questioni tecniche o dei ‘consunti’ temi relativi a sicurezza e servizi, è che a questa città va ridata un’identità. È tra le poche dell’Umbria a non averne più una dopo una storia fatta di sbriciolamenti, di correnti, di una cultura dell’appartenenza in base alla quale o sei con me o sei contro di me. Bisognerà sbloccare il sistema, facendo un discorso alla città: la stessa borghesia cittadina è carente da questo punto di vista. La cultura perugina è ferma e statica, non entra in circuito».
Spazi Zaganelli parla anche di una rioccupazione degli spazi cittadini e boccia il nuovo collegio di fronte a San Bevignate: «Era stato pensato – osserva – quando l’Università era frequentata da 36 mila studenti, ora sono quasi dimezzati e l’amministrazione ha dimostrato di non essere duttile. Tutta quella volumetria colossale non ha senso, e in questo contesto è da sottolineare la reazione positiva della città». E proprio sul tema degli alloggi per gli studenti Zaganelli guarda «ai tantissimi appartamenti sfitti in centro storico. Basta con le topaie in nero, bisogna garantire affitti trasparenti e servizi, e devo dire che su questo ultimo versante il nuovo rettore Franco Moriconi si sta muovendo bene». Per parlare invece della «situazione economica drammatica», Zaganelli parte da lontano, da quei pezzi di industria come Ellesse, e non solo, che non ci sono più: «Perdere loro – dice – ci ha fatto perdere il rapporto col mondo e know how. Dall’altra parte noto il dominio dell’apparato pubblico, che può salvare dalla recessione ma non si sa per quanto».
Il centro Centro storico e questione sicurezza sono due temi connessi nella visione del secondo Zaganelli che tenterà di dare l’assalto a palazzo dei Priori: «Sì, certo – osserva – ci vogliono più uomini e più sinergia tra le forze dell’ordine ma, prima di tutto, serve una sorta di allerta delle persone, sono loro il primo tutore della sicurezza e di quel centro storico dove dobbiamo riportare la gente a vivere. Penso a riportare gli uffici pubblici e, ad esempio, ad una diversa politica sulla Ztl. Il centro concepito come un museo non regge».
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