David Grohmann di Anima Perugia (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi 

Dietro la scrivania il neo assessore David Grohmann ha una foto aerea del territorio comunale di Perugia, sul quale ci sono idealmente delle “zone rosse”: «Noi – dice – sulla pianificazione urbanistica puntiamo a un approccio che parte dallo stop al consumo di suolo». A due mesi e mezzo dall’insediamento l’assessore ha fatto il punto con Umbria24 sui dossier più importanti che vanno dal Piano regolatore fino ai rifiuti, alla gestione del verde e di alcuni grandi progetti. 

Il Prg Durante il dibattito in consiglio la necessità di un nuovo Prg è stata integrata dalla sindaca Vittoria Ferdinandi nelle linee programmatiche; il percorso non sarà però breve: «Serve un po’ di chiarezza. Pensare di rifarlo di sana pianta in 5 anni – dice Grohmann – è impensabile, nessuna città italiana l’ha fatto». L’intenzione è quella di partire dal Documento strategico territoriale, presentato sul finale della consiliatura dalla giunta Romizi, «per implementarlo e approfondirlo», facendo di esso la base del nuovo Prg, per il quale ci vorranno almeno 7 anni; «parlare di altro – dice l’assessore – è strumentale». 

I bisogni della città Il problema per Grohmann non è certo scrivere le norme tecniche bensì la necessità di partire da un lavoro di base, cioè da un puntuale e dettagliato «quadro dei bisogni e delle esigenze dell’intero territorio, cosa non sviluppata nel corso degli anni. Senza questo quadro d’insieme ci si muove al buio». In questi mesi come ovvio a bussare alla porta dell’assessorato a Santa Lucia sono stati diversi professionisti e diverse imprese; tutti soggetti ai quali Grohmann vuole lanciare un messaggio chiaro: «Qui non c’è alcuno scontro frontale ma serve chiarezza sui bisogni della città. A chi ci proporrà realizzazioni in aree agricole, terreni incolti o simili diremo che si tratta di progetti per noi inaccettabili; così risparmiamo tutti tempo». Questo «non significa avere un approccio conservativo, come se noi volessimo cristallizzare l’esistente. È l’esatto opposto. Qui non ci sono partiti del no, ma del sì a certe condizioni». 

Rigenerare L’obiettivo è non consumare altro suolo rigenerando e recuperando l’esistente, come le aree dismesse «quasi tutte private e degradate». Se ci saranno le risorse uno degli obiettivi dell’assessorato sarà anche quello di censire «tutto l’inutilizzato abbandonato, commerciale e industriale, e dare vita a un registro dei crediti edilizi nell’ottica dei volumi zero. Recuperare queste aree permetterebbe di ridare senso al territorio». Grohmann si dice conscio del fatto che recuperare costa più che costruire da zero ma «la trasformazione va guidata. L’unica misura non può essere quella di minimizzare i costi». Altro cemento poi porrebbe ulteriori problemi: dalle conseguenze delle isole di calore al deflusso di grandi quantità di pioggia. 

I progetti Quanto ai progetti già avviati, si valuterà caso per caso. Grohmann stronca senza appello l’arrivo del nuovo fast food di fronte al Capitini e alla succursale dell’Alessi: «Un errore colossale fatto da chi c’era prima, peraltro impossibile da fermare dato che tutte le procedure sono concluse. Si parla dell’importanza delle filiere del cibo, della salute dei giovani e poi si autorizzano queste cose? Noi purtroppo vedremo realizzazioni che non rispettano la nostra visione». Valutazione più articolata sul maxi ampliamento di Collestrada. Grohmann parla di un consumo di suolo «molto modesto» riguardante più che altro la viabilità interna. Il punto d’interesse per l’amministrazione è l’arrivo della nuova stazione ferroviaria, che permetterebbe di parcheggiare a Collestrada e di raggiungere Fontivegge o Ponte San Giovanni in treno, con la potenzialità di replicare – ovviamente più in piccolo – quello che accade nella milanese San Donato: «Servirebbe però – dice l’assessore – un aumento della frequenza delle tratte. Nonostante servano delle riflessioni, in questo progetto ci vedo anche una pubblica utilità».

Rifiuti Un altro grande dossier è quello dei rifiuti. La giunta già da settimane si è espressa contro la possibilità del nuovo inceneritore, e Grohmann torna sul punto spiegando che le linee guida saranno riduzione dei rifiuti, aumento della raccolta differenziata e una quota maggiore di riciclo dei rifiuti già selezionati. «I numeri sono buoni – dice – ma non siamo soddisfatti». Grandi e popolosi quartieri come San Sisto, Ponte San Giovanni e Castel del Piano sono senza raccolta porta a porta. L’assessore sostiene che si partirà intanto da Ponte San Giovanni, mentre per gli altri due andranno trovate le risorse. Quanto alla futura gara (in questa fase di interregno segnata dal nuovo Piano rifiuti è arrivata la proroga del servizio fino al 2028) «vorremmo investimenti – dice Grohmann – per valorizzare la filiera del riciclo a Perugia». Quanto invece alla tariffazione puntuale, bisognerà aspettare «anche perché nell’immediato porterebbe a un aumento ulteriore dei costi».

Acqua e verde In questi primi due mesi e mezzo Grohmann ha poi portato avanti un lavoro di ascolto di associazioni e cittadini per quanto riguarda temi come le reti idriche e la gestione del verde. Sul tavolo dell’assessorato ci sono richieste per estendere le prime in alcune zone e anche criticità che riguardano il progetto Futuro nel verde, tramite il quale nel corso degli anni diverse aree sono state prese in carico dalle associazioni: «In certi casi – dice Grohmann – le richieste sono troppo gravose. Servirà un uso più esteso dei patti di collaborazione». Ovviamente all’assessorato arrivano richieste per la manutenzione ordinaria e straordinaria, affidata all’agenzia regionale Afor, «ma il verde – dice – è stato uno dei settori più colpiti dai tagli». Per il 2024 ci sono 950 mila euro, ampiamente insufficienti: «Serviranno risorse maggiori. Con l’assessora al Bilancio e gli uffici ci stiamo lavorando».

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