di Daniele Bovi e Antioco Fois
Tredicimilacinquecentocinquantaquattro. È questo il numero intorno al quale un Pd sotto shock si interroga. Tanti sono i voti ‘scappati’ dalla bisaccia di Wladimiro Boccali tra il primo e il secondo turno, mentre Romizi ne guadagna una quantità pressoché identica (13.224). Numeri intorno ai quali in queste ore si ragiona e che potrebbero essere usati come freccette da scagliarsi l’un contro l’altro dentro i corridoi del partito. Così come fatto per il primo turno, Umbria24 ha suddiviso Perugia in 41 zone e per ognuna di esse, attraverso il grafico interattivo pubblicato, ha messo a confronto i risultati e dove i due candidati hanno guadagnato o perso voti rispetto al 25 maggio. Il sindaco uscente vince, e di poco, solo in alcune frazioni: Ramazzano, Casa del Diavolo, Resina, Solfagnano, Villa Pitignano, Sant’Egidio, Pretola, Ponte Valleceppi, Fontignano e Mugnano. Nel resto del territorio non c’è partita: Romizi vince ovunque, ottenendo un numero di voti in alcuni casi più alto rispetto alla somma di quelli suoi, di Barelli e di Waguè.
Il salasso In media Boccali perde 330 voti a zona, con picchi di 1.029 e 1.102 nelle due aree che in assoluto esprimono più voti, ovvero Madonna Alta e Ponte San Giovanni. Romizi invece di voti ne guadagna in media 322, con la punta di 1.105 a Madonna Alta e di 772 a Ponte San Giovanni. La differenza rispetto al primo turno è che mentre il 25 maggio Boccali aveva costruito il suo primo posto fuori dal centro storico e da quella che viene chiamata città urbana, stavolta la sconfitta è quasi uniforme: dove vince, vince di poco; dove perde, il distacco è enorme. Come una costante del secondo turno è l’emorragia di voti per Boccali, che perde voti in tutti i 41 quartieri, sia in termini numerici che in punti percentuali. Al contrario, Romizi alla seconda manche guadagna terreno ovunque. Il sindaco uscente perde fino a 11 punti percentuali, ma generalmente lo scarto è prossimo ai meno 2 punti. Lo sfidante di Forza Italia, invece, rimonta a suon di più 30 punti in alcune zone.
PD SOTTO SHOCK
VIDEO: IL COMMENTO DI LEONELLI E SERENI
Dove sono finiti In queste ore a tormentare il Pd è la domanda sul dove siano finiti questi voti. Secondo l’analisi di alcuni dirigenti, una parte dell’elettorato è rimasta a casa semplicemente perché poco motivata, magari convinta che il proprio voto non sarebbe stato influente, che la vittoria del centrosinistra sarebbe arrivata da sola, in modo quasi naturale; tutto ciò mentre dall’altra parte si è saldato un blocco estremamente motivato e coeso, desideroso di rovesciare il tavolo del sindaco. Poi però, oltre alla scarsa mobilitazione dell’elettore medio e all’appeal in fase calante di Boccali, si materializza un altro spettro, quello del poco impegno da parte di coloro che al primo turno hanno raccolto preferenze a man bassa.
ROMIZI PENSA ALLA GIUNTA
LA VIDEOINTERVISTA A ROMIZI
Spiegazioni Perché, si chiede più d’uno, questi voti non sono tornati a casa? Perché in alcune sezioni chi aveva dato una preferenza a un candidato non è tornato a scegliere Boccali? Le spiegazioni si sprecano e tra queste c’è chi vede il complotto, ovvero la volontà di far sì vincere il sindaco, ma senza troppo scarto. Un piano poi sfuggito di mano. Dall’altra parte invece Romizi sembra aver raccolto i voti di Waguè e Barelli e con tutta probabilità, anche se un’indicazione di voto ufficialmente non è stata data, nella vittoria del coordinatore provinciale di Forza Italia c’è con tutta probabilità lo zampino degli elettori del M5S. Per quanto riguarda le principali città al voto, qualcosa di più chiaro lo si capirà mercoledì quando a palazzo Donini Bruno Bracalente e Claudio Carnieri presenteranno l’analisi dei flussi.
GRAFICO INTERATTIVO: IL VOTO NEL PRIMO TURNO
GRAFICO INTERATTIVO: IL CONFRONTO 2009-2014
