di Daniele Bovi
Nomi che finiscono nel ventilatore delle ipotesi e, per il momento, poco più. Andrea Romizi, il candidato del centrodestra che ha strappato la città al centrosinistra, da martedì tra un’intervista e l’altra ha cominciato a pensare a quali possono essere i profili giusti per la sua giunta. Di sicuro, dentro i partiti che l’hanno sostenuto in molti, specialmente i più votati, più di un pensiero lo stanno facendo. Probabilmente la giunta, massimo nove persone più il sindaco, sarà composta per la metà di politici. Dentro Ncd sgomitano Emanuele Scarponi e Michelangelo Felicioni, i due che hanno collezionato più preferenze, anche se alla fine potrebbe pure spuntarla una delle donne in lista. In Forza Italia c’è in corsa Leonardo Varasano, per Fd’I c’è Prisco mentre per la lista Perugia domani (creata tra gli altri da Francesco Calabrese, uno dei padri della vittoria di Romizi), c’è Otello Numerini.
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Ipotesi Poi ci sono Dramane Waguè e Urbano Barelli, che al secondo turno hanno firmato l’apparentamento con Romizi con la promessa della formazione di una giunta civica. Almeno uno dei due nella squadra potrebbe entrare. Grande attenzione sarà messa poi sugli assessorati più pesanti, come Bilancio e Cultura, dove servono persone preparate e autorevoli. Al momento Romizi classifica tutti i nomi usciti nella categoria «fantapolitica», pensa tra le altre cose al dossier Gesenu (che ha bisogno di un presidente dopo le dimissioni di Luciano Ventanni) e al capitolo sicurezza. Nella mattinata di martedì c’è stata la telefonata con il ministro dell’Interno Angelino Alfano che, oltre a fare i complimenti per la vittoria, ha promesso al nuovo sindaco un incontro proprio per parlare della questione sicurezza.
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I passi da fare Nel frattempo deve anche completarsi tutta la complessa procedura che porterà Romizi ad entrare in possesso di tutti i suoi poteri. In primis, a breve verranno proclamati ufficialmente il sindaco e i membri del consiglio comunale, che entreranno in carica proprio con la proclamazione. Gli assessori, dei quali almeno quattro dovranno essere donne così come vuole la legge, verranno nominati con decreto del sindaco e nel caso Romizi attinga dalla lista dei consiglieri, questi lasceranno il posto in consiglio al primo dei non eletti di ogni formazione. Il primo consiglio comunale dovrà essere convocato entro dieci giorni dalla proclamazione, mentre la riunione si terrà nei dieci giorni successivi. Una seduta, presieduta dal consigliere più anziano, dove si eleggerà il presidente del consiglio.
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Programma e nomine Nel giro di un mese dall’avvio della consiliatura verranno eletti i presidenti dei gruppi mentre entro il 25 giugno quelli che, depositando le liste, hanno deciso di vincolarsi a un bilancio preventivo di spesa, devono consegnare i rendiconti delle spese elettorali che saranno pubblicati sull’albo pretorio del Comune. Romizi avrà poi un mese e mezzo dal suo insediamento per nominare o revocare i rappresentanti di palazzo dei Priori dentro enti, aziende ed istituzioni. Infine, con scadenza massima fissata a due mesi dal giuramento, Romizi presenterà le linee programmatiche che faranno da guida al suo mandato.
Twitter @DanieleBovi
