Leonardo Varasano, Progetto Perugia, Cultura

di Daniele Bovi

Occorrerà aspettare ancora 15 giorni per conoscere il nome del presidente del nuovo consiglio comunale di Perugia. Durante la prima seduta di lunedì infatti la fumata è stata nera: 33 votanti, 30 schede bianche e 3 nulle. La maggioranza richiesta è quella qualificata dei due terzi, quindi per eleggere il presidente sarebbero serviti 22 voti, numeri che da sola la maggioranza, composta da 20 membri più il sindaco, non ha. E così la direttiva è stata quella di votare scheda bianca. Lunedì 14, data del prossimo consiglio, serviranno ancora i due terzi, mentre in seguito sarà sufficiente la maggioranza semplice. E dovrebbe essere proprio questo terzo tentativo quello buono per eleggere il forzista Leonardo Varasano, nome sul quale sembra esserci l’accordo dentro il centrodestra.

LA PRIMA SEDUTA DEL CONSIGLIO

Scelta condivisa Lunedì a presiedere l’assemblea è stata Emanuela Mori di un Pd che, con Tommaso Bori e Leonardo Miccioni, ha chiesto un nome condiviso e promesso un’opposizione forte ma sul merito, costruttiva: «Non candidiamo nessuno di noi – ha detto Miccioni – però chiediamo di scegliere il presidente insieme». Stesso concetto espresso anche dal socialista Nilo Arcudi, che ha ricordato i numeri del primo turno elettorale e la mole di astenuti al secondo: «Chiediamo – ha detto – un segno di rispetto. Io non sono disponibile ma spero che si individui una figura all’interno del centrosinistra». Sul punto Massimo Perari di Forza Italia si è limitato a dire che nei prossimi giorni «si cercheranno convergenze all’interno della maggioranza».

Capigruppo Prima Arcudi ha auspicato invece che si chiuda «una pagina dura e troppo pesante della storia della città. Apriamo una discussione alta sul merito delle cose, senza crociate né guerre». Così come per quanto riguarda la presidenza, nulla è stato deciso anche in merito a capigruppo e presidenze di commissione. Nel Pd la lotta è tra Miccioni e Bori: sul primo, che ha avanzato la sua candidatura, non c’è il semaforo verde da parte dell’intero Pd. Dentro Forza Italia invece, potrebbe spuntarla Perari. Rinviata anche la nomina dei membri della commissione elettorale.