di Daniele Bovi
A fine mese il cosiddetto campo largo avrà un suo candidato sindaco e sul tavolo, per ora, il nome più forte rimane quello di Vittoria Ferdinandi. Martedì la coalizione ha riunito i livelli regionali e comunali per fare il punto della situazione e stabilire una tempistica. Intorno a un tavolo, tutti i partiti e i Civici umbri che domenica hanno dato vita a Perugia alla prima iniziativa del campo largo.
Il candidato Partendo dal candidato, un accordo ovviamente ancora non c’è ma Ferdinandi è il profilo che per ora riscuote il consenso più largo tra Civici, M5S, Verdi-Sinistra e Pd, ma non solo. Un discorso a parte però va fatto proprio sui dem. Per tutta la giornata di martedì si sono rincorse le indiscrezioni a proposito delle possibili dimissioni del segretario comunale Sauro Cristofani, che da settimane sta invece percorrendo una soluzione centrista con la possibile sponda di Progetto Perugia. A testimonianza dell’alta tensione tra le file dem, Cristofani non ha partecipato al vertice (al suo posto c’era la capogruppo Sarah Bistocchi) e non è chiaro se nelle prossime ore presenterà o meno le dimissioni. Di sicuro c’è che per le 21 è stata convocata la segreteria comunale con un solo punto all’ordine del giorno: «Comunicazioni del segretario».
Programma Quanto al programma, la prossima settimana (il 30) la coalizione con una conferenza stampa lancerà un manifesto con una prima iniziativa dedicata alla sanità pubblica, nel corso della quale saranno coinvolti proprio degli operatori sanitari. Un lavoro simile sarà poi portato avanti anche sugli altri punti programmatici affrontati domenica al 110 Caffè, con l’obiettivo di continuare il percorso e provare ad accendere, nonostante il ritardo, un po’ di entusiasmo. Il progetto del campo largo rimane poi aperto ad altre realtà come Azione, che ha già lanciato la candidatura di Giacomo Leonelli, e alle due liste che sosterranno Massimo Monni. Dopo il 30 si tirerà una riga su possibili adesioni e candidature, così da far partire la campagna elettorale.
Progetto Perugia Porte aperte ovviamente anche alle civiche (con il tramonto della soluzione Paolo Belardi potrebbe essere questa la strada che imboccherà Costituente Perugia) così come a Progetto Perugia, che però potrebbe gentilmente declinare. Dopo l’incontro di lunedì tra Filippo Calabrese, il sindaco Andrea Romizi ed Emanuele Prisco, benché l’accordo non sia stato ancora formalizzato, alla fine anche la componente più ostile all’ipotesi Margherita Scoccia potrebbe alla fine rientrare, come hanno fatto già pezzi importanti come Leonardo Varasano, Edi Cicchi, Virgilio Puletti e non solo. Novità su questo fronte sono attese a breve.
Gli scenari Il rientro di tutta Progetto Perugia farebbe venire meno una sponda essenziale dell’ipotesi centrista, proposta a liste e partiti del campo largo dal segretario senza però riscuotere successo. L’altro elemento certo è che, dopo l’uscita di domenica, il nome di Ferdinandi ha creato notevole agitazione anche dentro Fratelli d’Italia e nell’entourage di Scoccia, con tante telefonate e incontri per capire come affrontare la cosa. L’assessora rimane la favoritissima ma il possibile ingresso di Ferdinandi cambierebbe lo schema di gioco, dato che la competitor non arriverebbe come ipotizzato dalla vecchia guardia o da un’aula universitaria. Sul piano mediatico, si tratterebbe di un osso più duro.
Morbello In consiglio comunale intanto martedì è stato ufficializzato il passaggio di Maria Cristina Morbello ad Alternativa popolare, che entra così ufficialmente a Palazzo dei Priori. Morbello, moglie del coordinatore comunale di Ap Cristian Brutti, nel 2019 era stata eletta tra le fila del Movimento 5 stelle insieme a Francesca Tizi, per poi passare a Tesei presidente che faceva riferimento a Paola Agabiti. Ora l’approdo all’Ap di Bandecchi, partito per il quale ricoprirà il ruolo di vicecoordinatrice regionale «in quanto persona di mia assoluta fiducia – scrive in una nota il coordinatore Riccardo Corridore – e di comprovata esperienza politica».
