di Ivano Porfiri
Se nel centrosinistra la composizione della coalizione pro-Boccali è ancora un cantiere aperto, ma almeno un punto fermo c’è, dall’altra parte dello schieramento il centrodestra pare aver imparato dai dirimpettai l’arte dell’autolesionismo. La scelta di Corrado Zaganelli non solo non suscita entusiasmo, ma genera già i primi malumori e la nascita di una candidatura centrista.
Cosa bianca Di certo le voci sull’anticlericalismo di Zaganelli (da lui peraltro smentite, definendosi «agnostico in cerca della verità»), noto laico, è stata una spinta. Fatto sta che gli spifferi degli ultimi giorni si stanno concretizzando nella nascita di una “cosa bianca”, una lista centrista che vede tra i protagonisti l’avvocato Francesco Calabrese e che punterà sul consigliere comunale dell’Udc Otello Numerini come candidato sindaco. Una reazione alla lista cattolica di Cozzari e Lomurno a sostegno di Boccali, ma non solo. Le ambizioni non mancano. «La bandiera sarà un progetto vero e molto concreto – si sussurra dal di dentro -, lo si può definire senz’altro rivoluzionario, per la città. Ben più del classico sasso nello stagno. Anche questo lo misureremo». Candidati? Si vedrà. Intanto si vocifera di qualche professore universitario.
Forza Italia in subbuglio Tra gli azzurri, primi sostenitori di Zaganelli, nel frattempo il cielo è molto nuvoloso. Nel corso di una riunione venerdì sera, alla presenza della commissaria Catia Polidori, c’è stata una rivolta contro la scelta del giovane Andrea Romizi come capolista (sostenuta proprio dalla Polidori). A tirare fuori l’argomento Renzo Baldoni, ma il fronte sarebbe ampio: «E’ già stato nominato coordinatore provinciale – è il ragionamento – almeno dimostri di avere i voti». E maldipancia sono stati suscitati anche dalla prima uscita pubblica di Zaganelli. Diversi i motivi: averla fatta senza nessun esponente di partito al fianco, ad esempio. Ma anche l’aver dato l’idea di un certo distacco dalla città e l’aver avallato la possibilità di raddoppiare la linea del Minimetrò. Il timore è quello di consegnare il ballottaggio con Boccali al M5s.
Fd’I e Ncd Timore peraltro condiviso dagli altri alleati, che Zaganelli non l’hanno neppure scelto, ma lo hanno dovuto digerire. Intanto si procede alla formazione delle liste. Fratelli d’Italia vedrà Emanuele Prisco capolista (il coordinatore provinciale Marco Squarta dovrebbe misurarsi con le regionali del 2015). Nel Nuovo centrodestra, invece, capolista dovrebbe essere Michelangelo Felicioni, ma ci saranno anche Emanuele Scarponi, Francesca Renda, Letizia Turchetti e voci di corridoio danno Piero Sorcini in via di passaggio da FI proprio a Ncd.
