Andrea Romizi (foto U24)

di Daniele Bovi

«Il mio è un appello a tutti per non perdere un’occasione che difficilmente si ripresenterà». Il candidato del centrodestra Andrea Romizi in vista del ballottaggio dell’otto giugno (seggi aperti dalle 7 alle 23, subito dopo partirà lo spoglio) tenta il tutto per tutto, lanciando un messaggio di massima apertura. E per far sì che il messaggio sia ancora più chiaro intorno a lui, nel corso di un incontro con la stampa che si è tenuta mercoledì, non c’è nessuno: niente simboli di partito, nessuno schieramento di forze, niente claque così come va di moda ora per le conferenza stampa politiche. Come a dire che il messaggio e il ’messaggero’ sono la stessa cosa: «Votate me».

GRAFICO INTERATTIVO: IL VOTO ZONA PER ZONA
I 19 ELETTI SICURI

Uniti «Mi rivolgo a tutta Perugia e in primis a chi ci ha messo la faccia, ai candidati sindaco. In modo sentito dico a loro confrontiamoci e facciamo insieme questo percorso: non vogliamo sostituire una classe dirigente con l’altra, sarebbe una misera ambizione. La nostra ambizione invece è alta, ovvero far ripartire la città che ha bisogno di una guida. Facciamolo tutti insieme». Lo slogan scelto è la sintesi del messaggio («Uniti vince Perugia») e l’appello è rivolto anche al mondo economico, alle associazioni: «Se si ritiene – ha detto – che questa città è in declino e che questa classe dirigente è stata inadeguata, allora bisogna dare un segnale di cambiamento dopo anni senza una prospettiva dove si sono solo rincorse le emergenze».

LO SPECIALE: RISULTATI E NUMERI
GLI ELETTI E LE DIFFERENZE COL 2009

Qualcosa di nuovo La metafora è quasi gastronomica: «È tempo di assaggiare qualcosa di nuovo, e vi assicuro che non sarà un salto nel buio». Ancora, spiega, non c’è stato alcun contatto ufficiale «ma io sono pronto a spalancare le porte agli apparentamenti, compreso quello con chi ha votato 5 Stelle o Boccali. Ripartiamo da zero a zero». E tanto per spazzare via dal campo «i vecchi schemi», a quelli che votano a sinistra dice che «qui non c’è certo quello che vuole dare l’olio di ricino. Vi sembro una persona simile?». Persona dal temperamento mite, Romizi risponde così quando i giornalisti gli riportano che Boccali l’ha definito la seconda o terza del centrodestra: «Intanto – dice – sono i numeri a testimoniare il contrario, ho recuperato una situazione difficile e queste frasi, che mi fanno pena e tenerezza, dimostrano solo l’insicurezza e la debolezza di Boccali che ci definisce ’un’accolita di rancorosi’. Io di certo non lo rincorrerò su un livello così basso».

I risultati Nella conferenza stampa di mercoledì c’è spazio anche per un commento dei risultati. Rispetto a Pino Sbrenna, per quanto può valere il confronto, Romizi prende 14 mila voti in meno: «Oggi – dice – il mondo è cambiato, cinque anni fa il Pdl viveva il suo momento migliore mentre oggi siamo frammentati. Ritengo questo risultato un miracolo. Adesso non possiamo perdere quest’occasione, non parliamo di poltrone ma di un progetto». Resta ora da capire cosa faranno gli altri candidati. Galgano, Scelta civica, ha già detto che lascerà libertà di voto; Barelli è aperto a tutte le possibilità e di certo a lui converrebbe un apparentamento con Romizi visto che, grazie alla legge elettorale, potrebbe partecipare alla ripartizione dei seggi. Per sua natura poi è difficile che il M5S faccia un accordo strutturale con l’uno o con l’altro, più probabile che i singoli elettori del Movimento vadano in ordine sparso e, al massimo, che qualche candidato della lista lavori per Romizi. Da ultimo, anche Waguè rimane alla finestra ad aspettare.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.