Marco Vinicio Guasticchi con Giorgio Gori (Foto F.Troccoli)

di Ivano Porfiri

Auspica un «modello Renzi» per il nuovo segretario regionale, ma nel Pd umbro vede prevalere «tecnici e burocrati». Attacca a testa bassa il presidente della Provincia Marco Vinicio Guasticchi, in vista del congresso del partito umbro, in occasione dell’incontro con il comunicatore renziano Giorgio Gori, organizzato dalla sua associazione «Progetto per l’Umbria».

Video: intervista a Marco Vinicio Guasticchi

Modello Renzi «Noi vorremmo tanto che in Umbria ci sia un ‘modello Renzi’ – spiega Guasticchi – ovvero la possibilità di far partecipare più gente possibile alle scelte del partito, ma mi sembra che le scelte passate non ci incoraggino su questa linea, anzi devo dire che dopo l’esperienza delle primarie, dove in provincia di Perugia ribadisco che abbiamo vinto noi ma il partito sembra non se ne sia assolutamente accorto, vedo soprattutto tecnici o burocrati della politica impegnati sul come organizzare primarie sempre più chiuse o congressi sempre più chiusi. Se è questa la prospettiva – secondo Guasticchi – penso che non avremo un grande futuro».

Identikit del nuovo segretario Sul futuro segretario del partito, che dovrà sostituire presto Laberto Bottini, Guasticchi ritiene che «non debba essere una persona che rientri in parametri anagrafici, come ho visto si sta fortemente spingendo in questa fase, non esistono ventenni o trentenni o quarantenni o cinquantenni: deve essere una persona che è fuori dagli schemi, che non viva di politica, che non venga dall’allevamento della politica, ma che sia una persona che ami la politica e che investa sulla politica: è questa la figura vera che potrà trascinare il partito umbro fuori dagli schemi tradizionali».

Basta carriere garantite Con il rinnovamento della politica, per Guasticchi «le carriere politiche non possono essere più quelle che il partito garantiva una volta e quindi dieci anni per ogni ruolo di vertice, carriere che passano dal Comune alla Regione. A questo ritengo che sia arrivato davvero il momento di porre fine». Il presidente della Provincia ha anche auspicato un ritorno alla politica del «contatto fisico», non inteso nel senso di rissa. «La politica fatta su blog, Facebook ritengo sia quasi superata: c’è bisogno di un ritorno al contatto fisico, un politico deve essere avvezzo alle tecnologie, ma anche capace di fare comizi, stare vicino alla gente, la pacca sulla spalla è la cosa più efficace che si possa fare per superare il distacco dei cittadini».

Video: intervista a Giorgio Gori

Con Renzi si vince Di politica e Renzi, come ovvio, ha parlato anche lo spin doctor Giorgio Gori. «Se passiamo, come io credo sia assolutamente opportuno, da elezioni primarie – ha detto Gori – che facciano scegliere agli elettori il prossimo candidato del centrosinistra, e se finalmente il centrosinistra sceglie Matteo Renzi come proprio leader, io credo che abbia tutte le possibilità per vincere anche in modo molto vistoso».

Non perdere tempo Sullo stallo politico, Gori ha ribadito l’invito di Renzi a non perdere del tempo. «Ha detto quello che pensano in questo momento milioni di persone che sperimentano nella loro quotidianità una crisi feroce, drammatica e non si capacitano di come dopo il 25 febbraio siano trascorse così tante settimane e altre trascorreranno senza che ci sia stata la capacità di trovare una soluzione», ha spiegato Gori.

Tafazzismo del Pd Sull’esclusione del sindaco di Firenze da0 “grandi elettori” per l’elezione del presidente della Repuccliba, Gori ha detto: «Ho ritwittato una cosa che ha scritto Paolo Gentiloni ovvero che prevale a politica tafazziana di nuovo. Gori critica anche come è stata gestita la vicenda. «Se è vero quello che ho letto – ha sottolineato – e cioè che gli era stata data assicurazione sul fatto che avrebbe potuto partecipare all’elezione del presidente della Repubblica, questo passo indietro mi sembra particolarmente sbagliato, crea delle divisioni, è una cosa un po’ sciocca secondo me».

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