di Mar. Ros.
Giovedì pomeriggio a Terni, all’hotel Valentino c’è Roberto Speranza, l’ex capogruppo Pd alla Camera oggi portabandiera della sinistra riformista del partito insieme a Gianni Cuperlo. All’incontro parteciperà il segretario generale della Cgil di Terni Attilio Romanelli e Roberto Desi, presidente dell’associazione EseDomani. È con un’iniziativa sui grandi temi nazionali come il fisco, il welfare, i diritti civili, l’ambiente, la sanità e il ruolo della minoranza nel partito che si va costituendo anche a Terni una rappresentanza di questa specifica area dem.
Le anime Ci sono i renziani, i nostalgici, i giovani Turchi, gli outsider, i riformisti, e forse anche i ‘potrei ma non voglio’. Dietro la sigla Pd si celano tanti mondi paralleli che sfidano il significato geometrico del termine perché alla fine si incontrano in nome di principi comuni. Si dice spesso ‘le correnti interne al Pd’, ‘gli strappi tra maggioranza e minoranza’, poi si scopre che ognuno vive la sua appartenenza in modo sereno, ciascuno con la voglia di portare il proprio contributo alla causa comune e convinto di voler marcare la propria ‘diversità’ entro i confini della bandiera. È più o meno in questi termini che lo racconta l’avvocato Emidio Mattia Gubbiotti, ex consigliere provinciale ora esponente della sinistra riformista, che insieme ad altri sta creando un gruppo ternano di rappresentanza per supportare quello che sarà l’operato del nuovo segretario Jonathan Monti.
Lo start «La presenza di Speranza, autorevole esponente del partito democratico nazionale, è un segnale di partenza, l’avvio al lavoro che intendiamo fare con l’obiettivo di proiettare sul territorio uno schema del Pd che ai massimi livelli è in essere e funziona. Con un gruppo di persone senza interesse alcuno, se non quello di sentirsi parte, stiamo ragionando sulla possibilità di offrire spunti interessanti al dibattito politico, sicuri che non ci sia un’altra forza nel Paese in grado di farlo; spetta a noi del Pd – afferma convinto Gubbiotti – e allo stesso modo a noi corre l’obbligo di farlo su Terni. Negli ultimi mesi, che sia stata l’estate o la necessità di sostituire Delli Guanti, il confronto sui grandi temi è mancato». Infatti fu proprio lo stesso Gubbiotti, insieme a Daniele Lombardini e Gregorio Alteri ad aprire di fatto ‘la corsa al ruolo di segretario sulla pista dei contenuti’ prima della candidatura di Jonathan Monti e ad oggi l’avvocato dem rivela: «Nessuno dei tre allora, pensava di mettersi in gioco; solo successivamente lo abbiamo pensato salvo poi sostenere convintamente Monti».
Sindacato e sviluppo Sul nuovo segretario del Pd ternano, Gubbiotti: «Dall’elezione ancora non è stata convocata l’assemblea, ma sono sicuro che Monti saprà dotarsi di una squadra plurale non esclusivamente ponendo l’attenzione sulle diverse sensibilità da rispettare, ma anche e soprattutto fatta di persone con competenze specifiche per ogni ambito di lavoro». Al convegno all’hotel Valentino ci sarà anche la Cgil, rappresentata dal segretario Romanelli: «Il partito deve imparare a interloquire col sindacato tutti i giorni, non solo nei momenti di crisi o nei periodi delle grandi vertenze. Allo stesso modo il Pd dovrebbe avere un rapporto diretto con le aziende che fanno ricerca, innovazione e costituiscono delle eccellenze per non lasciare che gli imprenditori agiscano in maniera solitaria ma siano volano di sviluppo per l’intero territorio. E le due cose – chiarisce subito – non cozzano l’una con l’altra, anzi sono complementari e la sinistra dem deve fare da ponte tra queste due realtà».
Le dinamiche interne ‘La minoranza come vive il proprio ruolo? Alla fine quale linea prevale nelle scelte?’ «Dipende dal livello di riferimento – racconta Gubbiotti -, su base nazionale la linea di partenza improntata dalla maggioranza, seppur con qualche piccolo ‘compromesso’ lungo il percorso, arriva dritta alle determinazione delle scelte finali, metodo legittimo – commenta – ma discutibile. Sulle coppie di fatto, le unioni gay e similari ad esempio, sono sicuro che sia facile interloquire perché non ci sono ricadute economiche, siamo su piano dei diritti. Su base locale, invece, sicuro delle capacità di Monti, credo i contenuti che metteremo sul tavolo tenderanno a confondersi nell’accezione più positiva del termine anche perché su Terni, le differenze tra aree e sensibilità varie s’inaspriscono perlopiù in fase di campagna elettorale. In questo momento non siamo lanciati verso un voto a stretto giro e allora remiamo tutti, ognuno con le proprie forze e convinzioni per fare il bene del Pd che alla fine tutti vogliamo».
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