di Daniele Bovi
Il congresso provinciale del Pd lascia un partito in pezzi che deflagra a poche ore dall’assemblea di domenica mattina che dovrebbe eleggere un segretario. Dovrebbe perché una parte è pronta ad andare a Ponte San Giovanni mentre l’altra no. Sabato mattina, dopo una notte passata sulla calcolatrice, arriva l’ufficialità a proposito di quanto si andava sussurrando già venerdì in tarda serata: sul già tribolato congresso provinciale del Pd arriva l’ennesimo ricorso. Stavolta a presentarlo è Valerio Marinelli che solleva dubbi sull’attribuzione dei delegati e chiede di rinviare l’assemblea convocata per domani mattina alle 9 al Park Hotel di Ponte San Giovanni. Nel ricorso, spedito alla Commissione nazionale per il congresso, si spiega che «abbiamo constatato un utilizzo non corretto dei criteri di attribuzione stabiliti dal regolamento».
Il ricorso In un comunicato firmato da Lorella Mercanti, rappresentante di Marinelli nella Commissione provinciale per il congresso, innanzitutto si evidenzia che «si è preso visione» di nomi e numeri solo venerdì pomeriggio. Poi si mette nel mirino la «non corretta e compiuta applicazione» dell’ultimo paragrafo dell’articolo 8 del regolamento provinciale. Articolo con il quale si spiega che il metodo da utilizzare per l’attribuzione dei delegati è quello del quoziente naturale, largamente utilizzato in molti sistemi elettorali. Il problema starebbe nelle «evidenti incongruenze nel calcolo dei pieni e dei resti» e da lì nella ripartizione delle forze in campo.
MARINELLI: IN ATTO CONGIURA DELLA PEGGIORE POLITICA
Numerose incongruenze «Sia in termini numerici che nominativi – è detto ancora -, abbiamo rilevato numerose incongruenze fra l’individuazione dei numeri dei delegati eletti in alcuni circoli e quelli che erano stati assegnati a tali circoli in sede di approvazione del Regolamento congressuale provinciale». Tutti motivi che portano Marinelli a chiedere un rapido riconteggio e un conseguente necessario rinvio dell’assemblea di domenica. «I congressi – dice Marinelli a proposito del rispetto delle regole – sono forse il momento più importante della vita politica di un partito». Il cuperliano contesta poi anche i tempi («frettolosi») con i quali l’assemblea è stata convocata: «I delegati – osserva – vanno convocati con 5 giorni di preavviso; ma il congresso provinciale invece è stato convocato in meno di 48 ore! In democraziale regole vengono prima degli uomini. In democrazia non è permesso violentare i mezzi per soddisfare gli scopi».
Chi va e chi no Nel pomeriggio la Commissione nazionale per il congresso, con una stringata nota, visto il ricorso decide di concedere una deroga per poter tenere l’assemblea entro giovedì 14. Marinelli interpreta la nota come un implicito rinvio, il segretario regionale idem mentre Rossi si dice pronto ad andare comunque: «Noi – dice a Umbria24 – facciamo tranquillamente il congresso. Si sta alimentando un circuito di polemiche imbarazzanti». Secondo il segretario uscente l’unico organo titolato ad annullare la convocazione è la Commissione provinciale per il congresso che non si è espressa. «Io – dice a Umbria24 Cecilia Mazzoni, presidente della Commissione – non ho comunicazioni ufficiali a riguardo. Non ho annullamenti né accoglimenti di ricorsi». «Tutto questo percorso e pure i risultati – aggiunge poi Rossi – è stato avallato dai candidati e dai loro rappresentanti». Insomma domattina si va in assemblea e le opzioni potrebbero essere due: si va avanti col voto sancendo la spaccatura oppure si mette ai voti il rinvio. Politicamente, comunque, rimane un partito in pezzi.
Umbertide, nessuna irregolarità Venerdì poi si è chiusa un’altra vicenda che ha fatto molto discutere, quella di Umbertide. La cittadina dell’ex sindaco e ora deputato cuperliano Giampiero Giulietti era stato teatro del ricorso firmato da Chianella, Rossi e Bocerani. Settimane di discussione (dopo 4 giorni ci si accorge che l’organo competente non è la Commissione provinciale bensì quella di garanzia) che hanno portato alla decisione di venerdì con la quale si stabilisce la piena regolarità di tutti i congressi. Quindi, nessun voto da rifare come invece era stato scritto nei giorni scorsi: «Una decisione logica, limpida e chiara – scrive in una nota il Pd umbertidese -, che ha posto fine ad una situazione al limite del surreale». «È davvero stupefacente – conclude il partito – la leggerezza ed il pressappochismo con cui qualcuno dà risalto a voci di corridoio, rumors, mormorii, scrivendoli e commentandoli come se fossero notizie vere. Da parte nostra merita ribadire solo una cosa di questa a tratti farsesca vicenda: i congressi di Umbertide sono tutti validi e regolari. E questa, per l’impegno, la credibilità e l’onestà di tanti militanti e dirigenti del Pd di Umbertide, è l’unica cosa che conta».
I segretari di circolo Per quanto riguarda invece i segretari di circolo, questi i risultati: a Pierantonio eletta Antonietta Norgiolini, a Montecastelli: Italo Zucchetti, a Ranchi Mirco Massai, a Calzolaro Angelo Montanucci, a Lisciano Niccone Mauro Alunni, a Petrelle/Fontanelle Andrea Capecci, a Centro Urbano 1 Leonardo Tosti, a Centro Urbano 2 Lucia Ranuncoli e a Centro Urbano 3: Marco Montanucci.
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