di Chiara Fabrizi
Nessuna sorpresa anche se lo scontro non è mancato. Come già emerso nei giorni scorsi il Pd di Spoleto ha archiviato il commissariamento eleggendo a maggioranza (29 sì, 10 schede bianche e un no) il candidato unitario alla segreteria comunale, Claudio Montini, e votando all’unanimità l’ampliamento dell’assemblea comunale da 50 a 56 componenti su cui servirà comunque il via libera del Pd regionale.
Montini: «Subito al lavoro per programma elettorale» Il commercialista quarantenne nel quartier generale di viale Trento e Trieste di fronte al nuovo parlamentino (una decina i delegati assenti), ha indicato alcune priorità: «Il partito dovrà iniziare a elaborare fin da ora un programma elettorale e anche per questo convocheremo una conferenza programmatica con tutte le forze economiche e sociali della città perché il nostro compito – ha evidenziato – è dare quelle risposte che l’amministrazione Cardarelli in due anni abbondanti non è riuscita a fornire». Poi Montini ha fatto appello all’unità citando Berlinguer: «’Ci si salva e si va avanti se si agisce insieme e non solo uno per uno’, ma per ritrovare sintonia con la cittadinanza – è il concetto del suo messaggio – serve coesione e vicinanza con gli iscritti, elementi che sono mancati negli ultimi anni causando la sconfitta alle amministrative del 2014».
Commissario: «Restano difficoltà ma trovato comune denominatore» Ad aprire i lavori della assemblea appena ricomposta sono stati Simona Meloni e il commissario Carlo Antonini: «Senza ipocrisia diciamo che ci sono delle divisioni con acuzie magari più significative che altrove ma nonostante le difficoltà – ha detto l’ex consigliere provinciale che per un anno ha retto le fila del Pd cittadino – siamo riusciti a trovare un comune denominatore in Montini che, seppur senza esperienza politica, è stato capace di parlare con la maggior parte di noi in maniera seria e serena».
Le ragioni di astenuti e contrari Sul punto, però, nell’ambito del dibattito sono emersi diversi distinguo: «Nulla contro Montini ma è una persona che non conosciamo – è stato il messaggio, tra gli altri, del consigliere comunale Stefano Lisci e dei delegati Raffaella Torlini e Matteo Cardini – motivo per cui per sostenerlo attendiamo di vedere mosse e proposte». Cardini ha anche parlato di «accordo per la segreteria prettamente numerico, incentrato nella lottizzazione delle correnti e privo di qualsiasi contenuto programmatico» ma l’intervento più pesante è arrivato da Emanuela Albertella, assessore comunale della giunta Brunini: «Non eravamo mai scesi a un livello così basso, questo non è un congresso – ha detto – lo dico soprattutto ai più giovani, bensì una mediazione fatta dai generali a tavolino che hanno trovato un accordo. Non si poteva fare altro? D’accordo, ripartiamo da qui ma sarà un percorso difficile specie se non riusciremo a spogliarci del protagonismo individuale per fare il bene di Spoleto».
I favorevoli Dall’altro lato della barricata il consigliere comunale Laura Zampa che, dopo aver giudicato positivamente l’intervento di Montini, ha affermato: «Sono tra quelle che ha lottato tanto per una candidatura unitaria perché c’è l’urgenza di ovviare all’assenza del Pd che a Spoleto ha sempre avuto sua voce e deve tornare a farla sentire». A promuovere l’accordo tra le varie correnti del Pd anche l’ex segretario Andrea Bartocci: «Abbiamo fatto una bella operazione di mediazione con Montini che ora vedremo all’opera. Sviluppo economico e lavoro sono le questioni prioritarie che ci dovranno impegnare h24, tutto il resto viene dopo». Tra i delegati anche Sergio Grifoni neo tesserato e alla prima esperienza nel parlamentino Pd: «La politica è sintesi e mi auguro che l’accordo raggiunto non sia solo numerico, ma anzi possa innescare collaborazione e progetti affinché questa assemblea non serva soltanto a preparare il congresso di ottobre bensì a gettare basi per prossime elezioni».
Bacchettato Rossi I delegati che hanno dichiarato l’astensione o il voto contrario hanno anche bacchettato il segretario provinciale Dante Andrea Rossi per la mancata candidatura nel 2015 di un consigliere regionale spoletino e più recentemente anche di un consigliere provinciale: «Con la vittoria del no al referendum è saltata anche l’abolizione delle Province – si è difeso Rossi – e rapidamente siamo stati chiamati a presentare liste per evitare il vuoto amministrativo. Nonostante fossi ricoverato in ospedale ho contattato il consigliere comunale Massimiliano Capitani che mi ha però detto che senza garanzia di elezione non si sarebbe presentato, visto che già nel 2014 non era stato sostenuto». Il Pd di Spoleto ha archiviato il commissariamento, ma per rimettere insieme i cocci occorrerà ancora del tempo.
@chilodice
