C’è anche l’umbra Marina Sereni tra i membri della nuova segreteria del Pd nazionale ufficializzata sabato da Nicola Zingaretti. Alla folignate, in passato consigliere regionale, assessore e più volte deputata, sono stati affidati gli Enti locali, dei quali di fatto si stava già occupando. Coordinatore della nuova segreteria sarà Andrea Martella. Gli altri nomi sono quelli di Enzo Amendola (esteri e cooperazione internazionale), Chiara Braga (agenda 2030/sostenibilità), Pietro Bussolati (imprese, professioni), Andrea Giorgis (riforme istituzionali), Maria Luisa Gnecchi (welfare), Roberto Morassut (infrastrutture, aree urbane e periferie), Nicola Oddati (mezzogiorno), Roberta Pinotti (politiche della sicurezza), Giuseppe Provenzano (politiche del lavoro), Camilla Sgambato (scuola), Stefano Vaccari (organizzazione), Antonella Vincenti (pubblica amministrazione), Rita Visini (terzo settore/associazionismo); infine Marco Furfaro coordinerà i forum tematici mentre Maurizio Martina si occuperà della riforma dello statuto.
VERINI CHIUDE AL CONGRESSO E PRESENTA LA SUA SQUADRA
La replica Nel frattempo è iniziata sabato ad Assisi, all’hotel Cenacolo, la convention nazionale di Sempre avanti, ovvero l’area renziana del duo Giachetti-Ascani, scossa ovviamente dal caso Lotti. E a Walter Verini che, sabato, ha parlato di una «riunione di corrente», Giachetti ha risposto a muso duro: «Verini, ma di che parli? Nella vita quando non sai che dire il silenzio è d’oro. C’è Teresa Bellanova, non sapevo si fosse iscritta alla nostra corrente , c’è Gennaro Migliore, non sapevo anche lui fosse iscritto. C’è Luigi Marattin, che è anche juventino… domani viene Marco Bentivogli della Cisl a parlare di politica».
L’attacco In apertura invece c’è stato l’attacco sul caso Lotti di Luciano Nobili, che presiede l’associazione: «Si parla di nuovo Pd, Zingaretti ci spieghi come funziona: vedo tanta nostalgia del passato, uno sguardo indietro alle ‘gioiose macchine da guerra’. Non vedo novità, solo un vecchio, insopportabile giustizialismo». Il riferimento è ovviamente al caso Lotti, che si è autosospeso dopo essere stato coinvolto nel caso che ha terremotato il Csm: «L’unica cosa nuova nel Pd è una minoranza che non fa il fuoco amico su chi ha vinto il congresso, diversamente dal passato. Ma la nostra lealtà ha un limite che si chiama pazienza».
Nel Pd «Tranquillizzo – ha detto poi Nobili – chi si aspetta dalla nostra discussione che noi decideremo che strada prendere. Noi siamo nel Partito Democratico. Vogliamo fare in modo che il questo partito possa tornare ad essere – negli occhi e nel cuore degli italiani – il protagonista di quelle battaglie simbolo dell’Italia che vuole dire Sì e vuole andare Avanti. Questo lo faremo dentro al Pd finché ci sarà consentito. Lo faremo alzando la voce quando servirà, lo faremo orgogliosi delle nostre idee e del percorso che abbiamo fatto con Matteo Renzi». «Abbiamo scelto Assisi, l’Umbria, una regione rossa – ha detto nel corso della giornata Ascani – che ha visto la Lega conquistare percentuali impensabili fino a qualche tempo fa. C’è chi esulta perché arriva secondo e chi come noi invece punta ad arrivare primo; a battere Salvini riprendendo a dialogare coi tanti che non sono andati a votare smettendola di inseguire i Cinque stelle». Di dare vita a un nuovo partito però, per il momento, non se ne parla: «Questo non è il momento di pensare ai contenitori, bensì ai contenuti di un’opposizione che deve essere più dura e più efficace». L’appuntamento si concluderà domenica intorno all’ora di pranzo con l’intervento di Giachetti. Tra gli altri sono attesi anche l’ex ministro Maria Elena Boschi, Ettore Rosato e Simona Bonafè.
