di Daniele Bovi
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«Non passasse l’idea che questa è un’iniziativa generazionale». Valerio Marinelli, 32enne responsabile dipartimenti del Pd umbro, spiega così il senso dell’appuntamento di sabato 13 al teatro Concordia di Marsciano dal titolo «Rigeneriamoci: il Pd, i giovani, l’Umbria». Concordia che rischia di perdersi per strada se all’interno del partitone umbro, che arriva dall’arretramento registrato alle politiche di febbraio e con in vista un congresso e un’importante tornata amministrativa, passasse l’idea che la generazione dei 20-30enni si sia messa in testa di silurare i 40enni. In un momento delicato e nervoso ogni appuntamento, movimento o dichiarazione è pesato e sviscerato per capirne i possibili significati nascosti o i secondi fini. Alfio Todini ad esempio, sindaco di Marsciano, non è troppo contento del fatto che ancora mercoledì non fosse stato invitato e così tra le stanze del partito i sospetti sui fini reali dell’iniziativa di Marsciano si moltiplicano.
Non è una corrente Marinelli, uno dei promotori, parlando a Umbria24 sgombra il campo: «Questo – ripeto – non è un appuntamento generazionale. Riuniamo le nuove generazioni ma è aperta a tutto il partito e alla società regionale. Sono invitati tutti, in primis il sindaco della città Alfio Todini. Tutto è promosso dal Pd dell’Umbria e dai Giovani democratici e non si tratta di un’iniziativa correntizia, né è l’inizio di una nuova corrente. Cerchiamo di abbandonare categorie che appartengono al passato del Pd». Secondo Marinelli quindi è sbagliato vederci una sorta di summit di rottamatori trasversali pronti a rottamare quelli che a loro volta, cioè i 40enni, vogliono prendere in mano il partito liberandosi della vecchia guardia.
Spirito costruttivo «Lo spirito – aggiunge Marinelli – è quello di un appuntamento costruttivo e non rottamatore: noi chiediamo alle giovani generazioni di assumersi le proprie responsabilità senza scaricarle sugli altri». Tra le 9 e le 17 sul palco verranno affrontati alcuni temi che Marinelli snocciola partendo da alcuni dati di fatto: «Non è non è un problema dei giovani ma di tutti se il Pd riceve solo il 7% di consenso tra gli under 25, così come è un problema di tutti quel 37% di disoccupazione giovanile, con dati che anche in Umbria non sono confortanti». Al mattino si parlerà di come oggi il partito può essere un soggetto utile, vissuto e partecipato nella società e poi nelle istituzioni. Si tratta di affrontare il tema dell’in-sofferenza dei giovani nei confronti dei partiti e in questo caso del Pd».
I temi «Nel pomeriggio poi – continua – discuteremo di quali possono essere le soluzioni possibili per affrontare i problemi della disoccupazione, del precariato, della perdita di diritti». Uno sguardo ovviamente sarà rivolto anche alla situazione di stallo sulla formazione del governo e sulla battaglia Renzi-Bersani: «Io – conclude – dico che in questo momento il problema non è programmatico ma politico. Il lavoro dei saggi aiuta ma non risolve e l’errore più grave per il Pd sarebbe quello di alimentare divisioni inutili e controproducenti. C’è un percorso segnato e sarà decisiva l’elezione del presidente della Repubblica. Eletto il presidente o si forma un governo di cambiamento oppure si riforma la legge elettorale, e lo si può fare in 15 giorni di lavoro parlamentare, e poi si va al voto».
