La «scatola vuota» rinnova la fiducia a Mario Giovannetti. Un percorso di analisi «con l’intento di rafforzare il ruolo del Pd, punto di riferimento per l’azione politica amministrativa dei governi e comunità locali», sarà infatti avviato dal gruppo dirigente del Partito democratico dopo che l’assemblea provinciale di Terni ha chiesto all’unanimità al segretario provinciale Mario Giovannetti di ritirare le dimissioni annunciate nei giorni scorsi dallo stesso dirigente, che aveva definito il Pd ternano «un involucro vuoto gestito da gruppi e correnti». La discussione «approfondita» sulle tematiche sollevate dal segretario gli «ha consegnato – si legge in una nota – la piena disponibilità dell’intero corpo del partito a supportarlo nel rilancio dell’azione politica e programmatica con particolare riferimento ai temi dell’organizzazione del partito, degli aspetti programmatici apicali e delle relazioni con le coalizioni di governo».
La road map A meno che il j’accuse di Giovannetti non sia servito da salutare secchiata d’acqua gelida in faccia al Pd ternano, capire cosa sia cambiato in così pochi giorni dalla durissima analisi con la quale l’ex sindacalista Cgil aveva gettato la spugna è difficile. Fatto sta che Giovannetti accetta la proposta dell’assemblea e da qui a Natale si prepara a lavorare, con tutto il partito, lungo quattro direttrici: il ruolo di Terni in Italia e in Umbria, le riforme, l’economia e l’organizzazione dell’ex partitone rosso. In particolare, oltre a tutti i problemi interni al partito, la «missione» di Giovannetti sarà anche quella di affrontare i nodi che spesso e volentieri si trovano sul tavolo della maggioranza di centrosinistra in Comune e in Provincia.

