di D.B.
Un «gruppo di iscritti e simpatizzanti preoccupati e stanchi della situazione confusa e litigiosa dentro il nostro partito», persone «non rappresentate da nessuna area o corrente» che chiedono al Pd umbro un cambio di passo. Da Lorenzo Accardi ad Antonello Chianella (tra i sostenitori di Enrico Rossi per la corsa alla segreteria nazionale del partito) fino a Morena Bigini, Sara Bazzucchi, Giuseppino Brugiotti e altri ancora sono stati in tutto dieci i primi firmatari e promotori di un documento politico presentato sabato mattina nella sede Pd di piazza della Repubblica. «Chiediamo di uscire – hanno detto – dalla logica dell’essere renziani o antireziani o “ex di qualcosa” ed apparteniamo a quella sinistra del partito che non vuol dire solo no a livello nazionale o solo sì nei fatti a livello locale, ma vuol dare un contributo positivo di idee e progetti e lavorare concretamente ad un partito inclusivo e riformatore».
Il documento Tra i punti sottolineati con più forza quello di un partito che dovrebbe essere «custode geloso della sua autonomia dalle istituzioni», che non venga usato «come mezzo per altri incarichi» e che ridia «potere decisionale» a militanti e iscritti, in grado di uscire dalle correnti ormai «ossificate». Il tutto con un ancoraggio saldo dentro il centrosinistra: «I nostri valori – dicono – sono lì dentro e mal si conciliano con gruppi o partiti di centrodestra. La divisione non è quella del Novecento ma la differenza tra destra e sinistra esiste ancora. In forme nuove ma esiste». Il documento di sette pagine, che i promotori chiedono venga dato agli iscritti così da fornire una base di discussione, si concentra su una serie di punti che parte dal ruolo dei circoli: «Serve passare – è scritto nel documento – da un’organizzazione a piramide a una a rete, e costruire una banca dati dove possano inserire le loro attività e proposte».
I punti Secondo punto, una democrazia interna capace di restituire un ruolo importante a iscritti ed elettori (viene chiesta la redazione di un albo apposito) anche attraverso l’uso di internet, di referendum e di un tesseramento trasparente. Trasparenti dovrebbero essere anche fondazioni e associazioni: in particolare si propone la creazione di una fondazione Pd, «luogo autonomo rispetto alla stessa segreteria del partito, con un proprio profilo e un proprio bilancio». Trasparenza, infine, viene chiesta anche sul finanziamento dell’attività di partito e candidati. Il documento vede come primi firmatari Accardi Lorenzo, Bazzucchi Sara, Bigini Morena, Bottoni Fabrizio, Brugiotti Giuseppino, Capaldini Tiziana, Chianella Antonello, Consolini Violeta Irina, Dattoli Sabino e Recchioni Luciano.
Twitter @DanieleBovi
