di Daniele Bovi e Fabio Toni

Ingarbugliata e frenetica. A quattro giorni da venerdì 11, quando entro le otto di sera andranno depositate le candidature a segretario provinciale, la situazione all’interno del Pd umbro è quella di cui sopra. Ingarbugliata perché le tessere del puzzle non vanno ancora tutte al loro posto; frenetica perché sono ore condite da una girandola di telefonate e incontri. Scopo, trovare la faccia e il nome dei prossimi segretari provinciali. Il varo delle regole congressuali nei giorni scorsi ha poi imposto un’ulteriore accelerazione: entro venerdì alle 20, come detto, dovrà essere completo il quadro delle candidature, e poi via ai congressi di circolo e a quello provinciale in un arco temporale che va dal 14 ottobre al 6 novembre e dove a decidere saranno i tesserati. Risultato, più d’uno storce la bocca per la ristrettezza dei tempi che caratterizzerà il confronto.

I fattori I congressi provinciali non sono poi avulsi dal contesto che li circonda. E allora sul campo giocano un ruolo importante due fattori. Il primo è il caso Lorenzetti, con tutto il rumore generato specialmente dalle intercettazioni riguardanti la presunta spintarella della quale avrebbe goduto uno studente dell’ateneo perugino: ecco quindi che una conta all’ultimo sangue è l’ultimo spettacolo che si vuole offrire alla comunità regionale. Il secondo sono le amministrative. Ai vertici delle due federazioni provinciali i contendenti puntano a piazzare una figura forte e autorevole, in grado di saper gestire una fase complessa come quella che vedrà a fine maggio andare al voto decine di comuni, quasi tutti i più importanti della regione, compresi i due capoluoghi di provincia. Al netto delle voci interessate e dei nomi fatti circolare appositamente per essere bruciati, lo schieramento a larghe linee si può però delineare.

Schieramenti All’interno del corpaccione ex diessino ci sono i dalemiani di ferro, vedi uno come l’assessore provinciale Piero Mignini, che puntano sul giovane consigliere comunale Simona Brugnoni. Poi ci sono i quarantenni cuperliani, dalla presidente Marini al sindaco di Perugia Boccali fino al parlamentare Giampiero Giulietti. Proprio quel Giulietti che i 40enni vedrebbero bene come segretario: vicinissimo alle loro posizioni e in grado di dialogare con l’area dell’altro Gianpiero, il sottosegretario agli Interni Bocci. Le regole però sono chiare e i parlamentari non sono candidabili. Bocci, come Beppe Fioroni, è pronto a sostenere Cuperlo (che il 14 arriverà a Perugia per presentare la sua candidatura alle 17 alla sala dei Notari) e al resto del partito l’asse Marini-Bocci-Boccali farebbe paura perché assomiglierebbe molto all’asso piglia tutto. L’area Cuperlo punterebbe anche sull’assessore alla Cultura del Comune di Perugia Andrea Cernicchi, pare tutt’altro che entusiasta e sul quale si potrebbe sollevare un problema: secondo lo statuto nazionale del partito infatti gli assessori dei comuni sopra ai 50 mila abitanti non sono candidabili. Si può derogare? Altro nome circolato quello del folignate Joseph Flagiello.

Renziani Delle regole si parlerà proprio martedì nel corso dell’assemblea provinciale. Una novità è quella delle liste collegate al candidato. O meglio, della lista visto che questa volta potrà essere solo una. Dentro, ci dovranno essere gli aspiranti membri delle nuove assemblee provinciali con obbligo di alternanza uomo-donna. Poi c’è il segretario regionale Lamberto Bottini: qual è il nome da spendere su questo versante? A lui i renziani chiedono a gran voce di fissare il congresso regionale, che non ha ancora una data ma che deve obbligatoriamente svolgersi entro il 31 marzo. Sullo scacchiere congressuale ci sono infine i renziani, spaccati tra l’ala che guarda a Marco Vinicio Guasticchi e quella vicina al presidente del consiglio provinciale Giacomo Leonelli. Da queste parti l’intenzione, in prima battuta, sembra essere quella di cercare un accordo. Anche perché la cavalcata avviene non nel mare delle primarie aperte, dove i renziani si sentono forti supportati anche dai risultati del novembre scorso, ma in quello ben più ristretto dei tesserati. Leonelli è della partita, ma solo nel caso di un accordo unitario e non di una candidatura in contrapposizione. Al momento la strategia è quella del dialogo. Qualcosa in più lo si potrà capire proprio oggi, quando gli sherpa delle rispettive aree si metteranno al tavolo per cercare la quadra.

Terni In quel di Terni il fronte renziano è più debole e lì il dualismo potrebbe essere quello tra Bigaroni e Trappolino, che a Orvieto deve vedersela con Galanello. In questo scenario, i dalemiani potrebbero puntare su un altro nome come quello di Alteri o di Corradi. All’unione comunale di Terni sembra ormai certa, per non dire ‘blindata’, la ricandidatura del segretario Andrea Delli Guanti, in attesa di capire come si muoveranno le altre componenti del partito, oggi ferme al palo. Componenti che, a partire dai renziani e da quelle che rappresentano i ‘territori’ (Narni, Orvieto, Amelia) hanno invece buone chance di trovare spazio nella corsa per la segreteria provinciale. Anche attraverso un nome condiviso. Chi pensa che la scelta di Di Girolamo – quella di ricandidarsi o meno a sindaco – possa influenzare la partita locale del Pd, deve forse ricredersi. Il primo cittadino sembra orientato a sciogliere il nodo ‘a bocce quasi ferme’, ovvero dopo la presentazione dei nomi per i congressi. La sua decisione influenzerà piuttosto altre partite. A iniziare da quella, apertissima, sui possibili aspiranti alla carica di sindaco – ‘civici’ e di partito – e sulle eventuali alleanze.

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