Il capogruppo pd Locchi con la presidente Marini (Foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi
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Un attacco diretto al segretario regionale Lamberto Bottini e alla sua gestione del partito. In quell’area del Pd umbro che guarda da vicino ai 18 ex Margherita firmatari del documento si interpreta così quella paginetta recapitata nella mattinata di mercoledì alle redazioni dei giornali e intitolata «Prendere atto della sconfitta», ovvero quella di fine febbraio. Non tanto e non solo quindi la questione della nomina dell’assessore da mettere al posto del neo-senatore Gianluca Rossi ma un qualcosa che guarda in prospettiva ai prossimi mesi. In special modo al congresso regionale del partito, con alcuni che hanno in testa di chiederne uno anticipato vista la situazione attuale che vede un segretario dimissionario dopo l’esito delle «parlamentarie», poi rimesso in sella dalla direzione regionale del partito appunto fino al congresso. Un appuntamento con date ancora tutte da stabilire. Insomma, si naviga a vista.

IL DOCUMENTO

Locchi e il senso del ridicolo Dalla sua Bottini non intende replicare a caldo a quella richiesta «di chiara visibilità della cultura cattolico-democratica» arrivata dai 18. Silenzio anche da palazzo Donini, al quale si rimproverano «alchimie e incertezze» sulle riforme come quelle della sanità regionale e sulle Province. Un uomo navigato come Renato Locchi, per un decennio sindaco del capoluogo umbro e ora capogruppo del partito in consiglio regionale, usa bastone e carota: «Fa sorridere – spiega a Umbria24 – che tra gli estensori del documento vi siano i due presidenti delle Province che all’epoca hanno assunto posizioni a tutti note (contrarie all’abolizione, ndr), in particolare Feliciano Polli. Credo sia sempre opportuno, fin dove possibile, non smarrire il senso del ridicolo».

Strumentale Sul riassetto della sanità poi Locchi non nasconde le sue perplessità. Lui, «come noto», avrebbe preferito una sola asl e una sola azienda ospedaliera «ma all’epoca la posizione prevalente all’interno del Pd e della maggioranza è stata di diverso avviso». Insomma, ci si adegua a quanto deciso a maggioranza e «riproporre la questione molti mesi dopo la decisione dell’aula è inutile e in definitiva strumentale». Il tono di Locchi cambia se si parla però dell’attuazione: «Diverso è il caso – spiega – per quel che riguarda un confronto stringente su tempi e modalità di attuazione. Questo è un tema sul quale può esserci massimo confronto».

Confronto Lo stesso confronto che si farà nel corso del congresso regionale «in cui si parlerà dei problemi della regione, mettendo in conto – aggiunge – anche eventuali necessità di accelerare ulteriormente nell’attività di governo della regione. Su alcuni punti questo può essere possibile e servirà il contributo di tutti, anche delle forze economico-sociali per uscire da una situazione che è sotto gli occhi di tutti». Quello che Locchi non accetta è una replica fuori tempo massimo del vecchio film che vede contrapposti ex Ds ed ex Margherita: «Certamente, quello di cui nessuno avverte l’esigenza è riproposizione di una dialettica tra ex o addirittura, per qualche buontempone, postcomunisti e postdemocristiani. La stragrande maggioranza del partito non starà a questo gioco»

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