Un elettore del Pd (foto archivio F. Troccoli)

di C.F.
Twitter @chilodice

Il braccio di ferro è sulle primarie. Ma mentre si attende la sfida in programma per lunedì tra le due componenti del Pd, da una parte i sostenitori del sindaco Nando Mismetti che le respingono, dall’altra quelli dell’assessore regionale Vincenzo Riommi che le considerano indette, sulla scena politica folignate piomba anche il tema delle alleanze. A far alzare il livello di attenzione sulle manovre in corso è stato uno degli incontri organizzati dalla segreteria democratica che, nella ricognizione tra le forze dell’attuale coalizione, ha inserito anche un gruppo di moderati, alcuni dei quali iscritti all’Udc, pronti a ritrovarsi sotto il simbolo di una lista civica.

Tentazione moderata Una mossa che non è sfuggita alla galassia dei partiti di sinistra, a cominciare da Sel e Rifondazione comunista, attualmente alleati di Mismetti. I più sospettosi spiegano che la manovra punta a mettere all’angolo le due formazioni finora alleate del Pd, anche alla luce delle insistenti richieste di Sel, che negli ultimi mesi ha sbattuto più volte i pugni per ottenere le primarie di coalizione. Ma il percorso partecipativo, sia di partito o di coalizione, è avulso da molti democratici e quindi l’obiettivo rincorso è quello di un Mismetti-bis senza andare al voto il 2 marzo e, forse, con una coalizione allargata alla lista civica dei moderati.

Sel vuole le primarie di coalizione Una soluzione che naturalmente non è gradita in via Gramsci, dove prende posto il quartier generale di Sel. Già, alla fine del 2013 in una conferenza stampa il segretario Salvatore Savastano e l’assessore Elisabetta Piccolotti si erano affrettati a piantare i primi paletti, chiarendo: «Le primarie sono imprescindibili». E al momento la consultazione dell’elettorato resta considerato un passaggio obbligato senza il quale Sel è pronto a chiamarsi fuori dalla coalizione e a proporre un proprio candidato. Se a primarie si andasse,  invece, sull’ingresso in coalizione di alcuni iscritti Udc si potrebbe ragionare, ma le riserve in ogni caso non mancano. Fino a ieri, del resto, il partito di Casini in consiglio comunale sedeva tra i banchi dell’opposizione e a livello nazionale ha recentemente virato verso il centrodestra, non a caso si tratterebbe di una lista civica e non dell’Udc.

Rifondazione: «Sinistra cittadina unita» Frizioni e movimenti che, comunque, non sono sfuggite all’assessore Christian Napolitano (Rc) che ha subito pungolato: «La costituzione di una lista della Sinistra europea è un evento straordinario che a Foligno credo possa riavvicinare Sel, Rc e tanti comitati, liste civiche e movimenti nati negli ultimi mesi, per cui ritengo sia doveroso verificare le condizioni per costruire un soggetto unitario della sinistra cittadina, in grado di avanzare una valida proposta di governo per Foligno».

Epifani: «Solo primi incontri» Il fermento è insomma palpabile e si fa sentire anche al tavolo allestito per il braccio di ferro delle primarie. Non a caso tra i democratici c’è chi respinge fin da ora lo scenario, invitando il partito a far decollare qualsiasi ragionamento in termini di alleanze dalla piattaforma della attuale coalizione. Sul punto la segretaria del Pd, Patrizia Epifani, chiarisce: «Abbiamo soltanto fatto degli incontri trasformando in fatti l’apertura condivisa in precedenza verso altri soggetti politici interessati alla nostra proposta politica, l’assetto dell’alleanza non è ancora stato discusso, siamo ancora nelle primissime fasi».

Braccio di ferro in assemblea Lunedì sera, intanto, i 52 delegati si accomoderanno a via Mazzini per decidere il percorso in vista delle amministrative di maggio. All’assemblea sarà chiesto di votare sulla ricandidatura del sindaco Mismetti, che tiene strette le 32 firme raccolte nei giorni scorsi, tante quante ne servono per centrare l’investitura diretta del partito. Ma intanto i sostenitori di Riommi continuano a raccogliere firme, siamo a quota 130.

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