di Daniele Bovi
L’hashtag, ormai non se ne può fare a meno, era #Matteodinoitipuoifidare, il che suona vagamente inquietante se confrontato all’#Enricostaisereno di Renzi, ma tant’è. Al teatro Eliseo di Roma lunedì è stata presentata «Area riformista», un correntone di minoranza che nel Pd raggruppa in special modo bersaniani ma non solo. Un’area che tutti badano a non chiamare corrente, infatti lo slogan che potrebbe riassumere la giornata è «leali al premier-segretario ma in autonomia». Scopo ufficiale dell’appuntamento era quello di parlare d’Europa, con tanto di lancio della candidatura all’europarlamento di Enrico Gasbarra. A Roma siedono personaggi come il senatore (eletto in Umbria) Miguel Gotor, fedelissimo bersaniano, l’ex segretario pd e poi Davide Zoggia, Nico Stumpo, Stefano Fassino, il capogruppo alla Camera Roberto Speranza, Alfredo D’Attorre, lettiani di peso come gli ex ministri Maria Chiara Carrozza e Flavio Zanonato, qualche dalemiano e altri ancora. Solo «per ascoltare» è invece venuto Gianni Cuperlo. Non aderisce in blocco invece un altro pezzo di minoranza, ovvero quello che fa capo ai Giovani turchi e alla loro ‘Rifare l’Italia’, che hanno deciso di percorrere la via del confronto (critico) con Matteo Renzi.
Chi c’era Un rimescolamento che ovviamente produce i suoi effetti anche in periferia: stando così le cose all’Eliseo non si sono visti la presidente ‘turca’ della Regione Catiuscia Marini né il sindaco di Perugia Wladimiro Boccali, con ben altre gatte da pelare visto che il 25 maggio si giocherà il secondo mandato. Assenti i turchi, era invece presente Stefano Fancelli, il candidato uscito perdente (insieme al civatiano Juri Cerasini) dalle primarie per la scelta del segretario regionale. Insieme a lui l’ex responsabile organizzazione Antonello Chianella, Renzo Patumi, l’ex segretario regionale Lamberto Bottini, Piero Mignini, Valentino Filippetti e, sempre per ascoltare, anche la cuperliana Alessia Dorillo, membro della segreteria regionale di Giacomo Leonelli. Nessuno, almeno ufficialmente, fa sfoggio di anti-renzismo, anzi, lo scopo dichiarato è quello di aiutare il premier-segretario ed evitare, per usare una metafora di Bersani, che l’auto sbandi. Per il momento quindi tutti ventre a terra in vista delle europee, mentre dopo si leggeranno i risultati: in caso di vittoria e di un netto distacco inflitto al M5S questo significherà che la cura Renzi ha funzionato, in caso contrario potrebbe riaprirsi lo scontro interno.
Twitter @DanieleBovi
