di Daniele Bovi
Un soggetto che sta dentro il Pd «ma anche fuori, nella società», che vuol dialogare con i non iscritti e con i militanti «che hanno le valigie pronte perché non sentono più il Pd come il loro partito» e, in vista delle regionali di maggio, un gruppo che vuole far sentire il proprio peso sia per quanto riguarda i candidati consiglieri che per una possibile giunta. Il nome scelto per la nuova associazione presentata mercoledì nella sede regionale del Pd è inequivocabile: «A sinistra». «Un nome efficace – ha detto Stefano Fancelli – per chiarire da subito qual è l’orizzonte».
Candidati Insieme a lui c’è Valerio Marinelli mentre in sala ad ascoltare sono arrivati l’assessore Vincenzo Riommi, il capogruppo in consiglio regionale Renato Locchi, Piero Mignini, Fausto Rondolini, Mirco Calcabrina, Valentino Filippetti e Sergio Pioppi. Quanto ai possibili alfieri dentro la lista dem, una rosa di candidati già c’è: a Perugia in pole c’è Attilio Solinas, nell’Orvietano-Ternano le opzioni sono Fausto Galanello, Carlo Emanuele Trappolino e Sandro Piermatti, mentre nel Folignate-Spoletino la portabandiera potrebbe essere Rita Zampolini. Da queste parti poi eventuali deroghe (vedi il caso di Eros Brega) vengono viste molto male: «La questione – dice Fancelli – è politica: si dice che c’è bisogno di una stagione nuova? Allora niente deroghe».
Rinnovamento intelligente «Noi – aggiunge sul punto Marinelli – siamo per un rinnovamento intelligente che si fa con la politica e non con i numeri (il segretario Leonelli ha fissato una percentuale del 70% di nuovi volti, ndr): se si toglie uno al primo mandato per inserire chi ha fatto sempre l’amministratore, questo non è certo rinnovamento». Volendo proseguire su questo piano quindi, perché Brega sì e Riommi no? «La valutazione – spiegano – deve essere politica e non fatta con le percentuali». Idee chiare ci sono anche sul fronte della coalizione: cestinata ogni ipotesi di accordo con Ncd, da queste parti si apprezza l’apertura di Leonelli alla sinistra: «Il centrosinistra umbro – sottolinea Fancelli – può essere un progetto nazionale. Bisogna costruire un cantiere del centrosinistra per fermare una destra reazionaria e populista».
Porte aperte Quindi porte aperte a Sel, a Rifondazione, a chi si riconosce in L’Altra Europa e a tutti gli altri. Approvato, benché con qualche riserva, anche il progetto di listone della presidente, che dovrebbe raggruppare pezzi della sanità, delle professioni, dell’imprenditoria e non solo, al quale si sta lavorando in queste settimane a palazzo Donini: «Più che una collezione di persone – dice sul punto Fancelli – serve un progetto. Diciamo no alle liste strumentali e ai transfughi ma se c’è una parte di società che è pronta ad impegnarsi perché no». Il contributo di «A sinistra» arriverà anche sul fronte del programma. L’associazione parteciperà alla Leopolda umbra che il partito organizzerà a metà marzo «anche se – dice Marinelli – servirà un impegno di settimane sul territorio per costruire il programma».
Progetto di governo Una proposta di governo secondo Fancelli sarà decisiva per evitare il rischio astensione (vedi il caso Emilia Romagna), per convincere prima di tutto chi è culturalmente più vicino al Pd «che abbiamo un progetto di governo». Parole d’ordine dell’associazione saranno lavoro, welfare, solidarietà e innovazione da declinare all’interno di un partito che si vorrebbe «confederale, dove ognuno – spiega Fancelli – porta le sue idee. Ci radicheremo in tutte le città dell’Umbria». Il 14 marzo ci sarà l’assemblea programmatica mentre il 21 quella fondata. «Speriamo di riaccendere la speranza nelle donne e negli uomini di sinistra».
Twitter @DanieleBovi
