di Daniele Bovi
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Sono presenti in otto commissioni su 14 alla Camera e in sette su 14 al Senato i 16 parlamentari umbri eletti il 24 e 25 febbraio, con Gianluca Rossi e Walter Verini capogruppo pd rispettivamente nella commissione Finanze del Senato e in quella Giustizia della Camera. A Montecitorio, oltre al già citato Verini, Marina Sereni (Pd) siede in quella Affari esteri, Giampiero Giulietti in quella Bilancio e Politiche dell’Ue (in questo secondo caso in sostituzione del neo-sottosegretario all’Interno Gianpiero Bocci), Pietro Laffranco (Pdl) in quella Finanze, Anna Ascani (Pd) in quella Cultura, Adriana Galgano (Scelta civica) in quella Politiche dell’Ue mentre i pentastellati Tiziana Ciprini e Filippo Gallinella lavoreranno rispettivamente in quella Lavoro e in quella Agricoltura. Nessun rappresentante umbro invece in commissione Affari costituzionali, Difesa, Ambiente, Trasporti, Attività produttive e Affari sociali.
Senato Al Senato Miguel Gotor, Pd, storico e tra i più stretti collaboratori di Pierluigi Bersani, siederà in commissione Affari costituzionali, mentre oltre al già citato Rossi la renziana Nadia Ginetti si occuperà di Giustizia, Valeria Cardinali (Pd) di Lavori pubblici, Luciano Rossi (Pdl) di Difesa, Linda Lanzillotta (Scelta civica) di Bilancio e Stefano Lucidi (M5S) di Ambiente. Niente senatori umbri quindi in quelle Affari esteri, Istruzione e beni culturali, Agricoltura, Industria, Lavoro, Sanità e Politiche dell’Ue. A ben scorrere le liste delle commissioni però è da notare come gli umbri eletti (compresi quelli «d’adozione» come Gotor e Lanzillotta) sono 17 e non 16.
Polidori c’è All’elenco va infatti aggiunta Catia Polidori, l’altotiberina che nell’agosto 2010 abbandonò il Pdl per abbracciare Gianfranco Fini e il suo Fli. A novembre 2010 parlò alla convetion fondativa di Bastia Umbra, poi arrivò il giorno che la portò agli onori della cronaca nazionale: 14 dicembre, Polidori vota inaspettatamente contro la mozione di sfiducia al governo Berlusconi. Seguirono giornate di polemiche furibonde e di accuse. Bersani commentò: «Evidentemente la notte ha portato consiglio». Meno ironico fu un furioso Luca Barbareschi che lanciò accuse sanguinose. L’altotiberina aderì al Gruppo misto e nel 2011 fu nominata sottosegretario allo Sviluppo economico. Poi il governo è finito com’è finito ma a non essere finita è la sua avventura nel Pdl: il partito infatti la candida in Veneto dove viene eletta.
