In aula passa la legge sulla ridefinizione delle aree contigue (foto F.Troccoli)

Il Consiglio regionale dell’Umbria ha approvato, con 25 voti favorevoli, un astenuto (Gianluca Cirignoni, Lega Nord) e tre contrari (Paolo Brutti e Oliviero Dottorini, Idv, Stufara, Prc-Fds) la proposta di legge (dei consiglieri Andrea Smacchi-Pd, Massimo Buconi-Psi e Andrea Lignani Marchesani-Pdl) che ridefinisce le aree contigue ai parchi regionali. E mentre la giunta con con l’assessore regionale all’Agricoltura, Fernanda Cecchini, assicura che la giunta non vuole procedere alla soppressione delle aree contigue, sono stati respinti gli emendamenti presentati da Damiano Stufara. Il primo puntava a stabilire, tramite deliberazione della giunta e d’intesa con gli organismi dei parchi e con gli enti locali interessati, eventuali ulteriori misure di discipline della caccia e della pesca, nonché iniziative per la promozione dello sviluppo economico ed occupazionale dei territori interessati. Il secondo alla soppressione dell’articolo 2 della legge per l’avvio, da parte della giunta, del procedimento per la ridefinizione dell’area contigua all’area naturale protetta «Parco del Monte Cucco».

Le modifiche Le modifiche alla legge regionale 9 del 1995, contenute nella proposta di legge in questione, indicano alla giunta regionale di avviare il procedimento per la ridefinizione dell’Area naturale protetta del Cucco entro sessanta giorni decorrenti dalla nomina del presidente dell’Unione speciale di comuni nel cui territorio è ricompresa l’area in questione. Se l’area contigua ricade nel territorio di più Unioni speciali dei comuni, il termine decorre dall’atto di nomina del presidente delle unioni interessate. Sostanzialmente, l’esecutivo di palazzo Donini sarà chiamato a rivisitare i confini attuali e i relativi vincoli, propri delle aree contigue che, in modo particolare, starebbero condizionando, come è stato ribadito in aula dai consiglieri favorevoli alla legge, lo sviluppo dei comuni interessati dal Parco del Monte Cucco: Costacciaro, Fossato di Vico, Scheggia e Pascelupo, Sigillo.

Cecchini: nessuna soppressione «La discussione, il confronto, nelle sue diverse posizioni – ha detto in aula la Cecchini -, anche oggi ha affermato come il Consiglio regionale si interessa di uno dei valori fondamentali dell’Umbria: la qualità del nostro paesaggio, che corrisponde anche alla qualità della nostra vita e alla possibilità di continuare a pensare che l’Umbria può, come risorsa nel suo insieme, competere e costruire un modello di sviluppo legato alle proprie produzioni, ma soprattutto alla qualità del proprio ambiente. Anche all’interno di un momento non facile, la giunta regionale scommette nella valorizzazione dell’ambiente, insieme all’assessore Rometti. Come Giunta regionale, non solo quindi come assessorato ai parchi e alle aree protette, ma ragionando anche insieme all’assessorato all’Ambiente saremmo assolutamente contrari alla soppressione delle aree contigue ai parchi. Quello trovato in Commissione, pertanto, è stato un punto di mediazione saggio». «Ci aspetta dunque un lavoro serio – ha concluso – che dovrà significare togliere vincoli e legacci laddove ostacolano lo sviluppo del territorio e rappresentano un elemento negativo per la comunità».

Brutti: legge inutile Nella relazione di minoranza, Brutti ha messo in luce che «le leggi inutili o parzialmente dannose non bisognerebbe produrle per non moltiplicare i fascicoli della nostra Gazzetta regionale e per non rendere più difficoltosa la comprensione di come procede sotto il profilo legislativo il funzionamento del Consiglio regionale». «Questa legge nelle sue intenzioni iniziali – ha aggiunto – era una legge pericolosa e quindi da rigettare, nella formula alla fine emersa dai lavori della Commissione consiliare è una legge meno pericolosa e pur tuttavia largamente inutile: le aree contigue si possono ridefinire già nella legge attuale “possono essere le aree contigue previste e disciplinate dalla Regione con atto amministrativo regionale di competenza del Consiglio regionale”, sebbene di concerto con l’Ente e gli Enti preposti. La proposta di legge che noi stiamo esaminando, derubrica questa competenza a una competenza della Giunta. Si lascia intendere una procedura accorciata e sottratta alle competenze del Consiglio regionale su una materia delicatissima, qual è quella della tutela ambientale relativa alle aree che circoscrivono le cosiddette aree protette. All’origine della proposta non c’é nessuna necessità di fare questa operazione, se non quella di sottrarre al Consiglio regionale la propria competenze sulla materia. Il rischio è che con la ridefinizione dell’area protetta, in realtà, voglia arrivare alla sua sostanziale cancellazione: allora poiché per la cancellazione di un’area protetta ci sarebbe una reazione del Consiglio, si preferisce sottrarre la ridefinizione a questa discussione, dato che essa nasconde una cosa ben più grave, la sostanziale cancellazione».

E da respingere «Io credo che sia giusto che questa legge venga respinta – ha concluso Brutti – e che si soprassieda sostanzialmente a questa materia, che deve essere affrontata con cautela anche in considerazione dei progetti che vorrebbero realizzate torri eoliche molto alte sui monti dell’Appennino sopra Scheggia. E’ questione collaterale rispetto alle aree protette, però una certa spinta sul territorio è venuta anche per l’esistenza di questo tipo di progetto e una lobby di costruttori la quale ha fatto intendere che quello sia l’Eldorado, se si faranno queste torri eoliche ci sarà un fiume d’oro che correrà per questa valle e porterà benessere a tutti quanti».