Il consiglio ha approvato la riforma endoregionale (foto F.Troccoli)

Con 20 voti a favore e dieci contrari il Consiglio regionale dice addio alle Comunità montane e approva il pacchetto di articoli che compongono la cosiddetta riforma «endoregionale» che ridisegna l’architettura istituzionale della regione. Prima del voto sull’intero provvedimento sono stati approvati alcuni emendamenti proposti dalla giunta regionale (tra cui quello che prevede il trasferimento all’Agenzia forestale regionale del personale operaio alle dipendenze delle Comunità montane, anche in assenza di contratto a tempo indeterminato). Il Consiglio ha poi messo ai voti due ordini del giorno: quello sottoscritto da tutti i capigruppo di maggioranza, primo firmatario Oliviero Dottorini (Idv), è stato approvato con 20 voti favorevoli, compresa la Lega Nord e 8 contrari del Pdl ed impegna la giunta ad attivarsi nei confronti delle autorità dello Stato affinché vengano soppressi i consorzi di bonifica «consentendo una diversa allocazione dell’esercizio delle funzioni pubbliche».

Consorzi di bonifica Respinto invece con 23 voti (5 a favore espressi dai consiglieri di Prc-Fds, Idv e Lega Nord) il secondo ordine del giorno, presentato dai due capigruppo Stufara (Prc-fds) e Brutti (Idv) per chiedere in aggiunta al precedente anche l’impegno della Giunta ad attivarsi per «impedire l’emissione dei ruoli dei consorzi nelle fasi transitorie, e valutare la possibilità di ridurne il numero dai tre attuali ad un unico ente di bonifica». Bocciatura che Stufara giudica «incomprensibile».

Valutazioni differenti Le valutazioni sulla riforma, ascoltando le dichiarazioni di voto, appaiono differenti: secondo Oliviero Dottorini (Idv) infatti è  un provvedimento «con luci e ombre» e «transitorio perché dovremo rimettere mano ad un assetto incompleto e precario». «L’architettura del sistema amministrativo – ha detto poi – è debole nell’Unione dei comuni, che ci sembra una stratificazione di enti caotica mentre i consorzi di bonifica devono essere superati al più presto». Di tutt’altro avviso il capogruppo pd Renato Locchi che ha votato «convintamente» il pacchetto della giunta. «Non è una legge provvisoria – dice – siamo in presenza di un riordino che procede di passo in passo». «Vedo che nelle valutazioni – si inserisce nella polemica il Pdl con Raffaele Nevi – siamo in buona compagnia anche se non si ravvisa al momento del voto. La nostra paura è che ci siano incrementi di spesa pubblica». Secco il no alla riforma anche da parte dell’Udc che con Sandra Monacelli parla di «sceneggiata».

Rossi: passo importante «L’approvazione in consiglio regionale della riforma – spiega l’assessore al Bilancio Gianluca Rossi – segna un primo, importante passo del processo riformatore, atteso dai cittadini e dalle imprese, che questa giunta regionale si è impegnata a fare e che intende accelerare per favorire la razionalizzazione e la semplificazione della pubblica amministrativa e il contenimento della spesa pubblica, come ci è richiesto da questa particolare situazione che sta attraversando il nostro Paese». Il consiglio poi, presieduto dopo molto tempo da Eros Brega (colpito nei mesi scorsi da un malore), ha approvato il cosiddetto contributo di solidarietà: gli stipendi di assessori e consiglieri saranno decurtati del 10% per la parte eccedente i 90 mila euro fino al dicembre 2013. Una proposta di cui Umbria24.it si era occupata nel dettaglio qui nelle scorse settimane. Martedì altra seduta del consiglio: sul tavolo il tema bollente dei vitalizi: da una parte la proposta di Pd e Pdl che rinvia il taglio al 2015 escludendo così i consiglieri in carica. Dall’altra quella del Prc che vuole il taglio immediato e il divieto di cumulo con altri vitalizi.

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