Ospedale di Terni (foto Rosati)

Botta e risposta tra pentastellati e giunta sulla sanità ternana: sotto la lente il nosocomio di colle Obito; l’assessore Luca Barberini rassicura l’utenza.

Il Santa Maria Si accende sullo stato dell’ospedale di Terni, il dibattito in aula tra M5s e assessore Barberini. Nel corso dell’assemblea legislativa di mercoledì mattina, dedicata alla sessione di question time, i consiglieri Regionali del Movimento 5 stelle, Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari, hanno presentato un’interrogazione alla giunta per sapere «se è vero che l’ospedale Santa Maria di Terni è tuttora privo del Certificato di prevenzione incendi e dunque dell’agibilità, con almeno un procedimento penale in corso a causa dei gravissimi ritardi sin qui accumulati e col rischio di sequestro giudiziario/chiusura dell’intera struttura».

Dieci milioni «L’ospedale nella sua interezza garantisce qualità delle prestazioni in favore dei cittadini. L’Azienda ospedaliera di Terni ha la maggiore percentuale di mobilità extraregionale, cioè di arrivi da fuori regione, con oltre il 20 per cento di cittadini provenienti da Marche, Lazio e Abruzzo. Per quanto riguarda il certificato antincendi, l’intervento consiste di 21 progetti di prevenzione incendi di cui 2 afferenti l’intero complesso ospedaliero, su cui i vigili del fuoco di Terni hanno rilasciato parere favorevole di conformità. L’adeguamento deve avvenire attraverso procedure e iter temporale nel lasso dal 2016 al 2025, tutte le progettazioni sono state integrate a quanto prescritto dalle nuove disposizioni e hanno già parere di conformità favorevole. Sono in corso lavori antincendio degli elevatori, interventi che richiedono 3 milioni e 600mila euro, un secondo lotto sull’impiantistica richiederanno circa 6 milioni e 311mila euro. Questo è quello che spenderemo per rendere ancora più sicuro ed efficace l’ospedale di Terni».

M5s «Nel recente passato – hanno stigmatizzato  i Cinque stelle – sono stati costruiti ex novo gli ospedali di Perugia, Foligno, Branca, Pantalla, Orvieto, mentre la struttura di Terni è quella che conosciamo, con evidenti problemi, affrontati a suon di diseconomici e inutili rattoppi, con spese superiori a 50 milioni. Ma nonostante le ingenti somme spese l’ospedale rimane non antisismico, energeticamente dispendioso, con ascensori inadeguati. Inoltre la Regione Umbria, per mezzo della Asl, dopo circa 30 anni di attesa sarebbe finalmente pronta a spendere oltre 58 milioni per il nuovo ospedale comprensoriale di Narni-Amelia e circa 26 milioni per la ‘Città della Salute’, ma senza una pianificazione o una programmazione di medio-lungo termine che abbia realmente preso in considerazione l’irreversibile obsolescenza del nosocomio ternano e la fine della sua vita utile. Quando la prima pietra del nuovo ospedale?».

Barberini «Sappiamo che è il più anziano fra gli ospedali umbri – ammette Barberini – ma gli interventi messi in atto danno garanzie al funzionamento del presidio e sulla qualità delle prestazioni. L’intervento sul presidio di Narni Amelia, quasi 60 milioni, è complementare al rafforzamento del presidio di Terni, con Narni e Amelia per gli interventi a bassa complessità».

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