di Dan. Bo.
Dopo meno di due anni dall’elezione di Giorgio Napolitano e dalla manciata di giorni che hanno sconvolto il Pd, si rimette in moto la macchina per l’elezione del nuovo presidente della Repubblica, il dodicesimo della storia repubblicana. La data da segnare sul calendario è quella del 29 gennaio, quando alle 15 i 1.009 delegati depositeranno il proprio voto nelle urne. Tre di questi arriveranno dall’Umbria, il cui consiglio regionale si riunirà il 20 gennaio per scegliere la terna. Due nomi rappresenteranno la maggioranza e il terzo l’opposizione. Benché la certezza arriverà solo una volta contati i voti, prassi vuole che a rappresentare la Regione siano il presidente della giunta e quello del consiglio.
Grandi elettori Con molta probabilità quindi Catiuscia Marini ed Eros Brega saranno per la seconda volta grandi elettori, mentre per quanto riguarda il centrodestra i giochi sono aperti. Due anni fa a Roma andò Massimo Mantovani, allora dentro Forza Italia e ora accasato con gli alfaniani di Ncd, mentre stavolta i papabili potrebbero essere Raffaele Nevi, capogruppo di Forza Italia, o Andrea Lignani Marchesani di Fratelli d’Italia. In attesa della scelta il mondo politico umbro (in verità quasi solo il centrosinistra) saluta le dimissioni di Giorgio Napolitano. Dal suo profilo Facebook Marini ha voluto ringraziare l’ormai ex presidente «per come ha interpretato la sua alta carica istituzionale, per come ha difeso e salvaguardato le istituzioni democratiche, per lo stile politico ed istituzionale, per come ha rappresentato il Paese dando onore agli italiani, per la capacità e l’autorevolezza nelle relazioni internazionali».
Il saluto «Ha sempre parlato – aggiunge – di giovani, di donne, di scienziati, di ricercatori, di immigrati, di lavoratori offrendo la speranza di un Paese migliore. Ha sostenuto e difeso i Comuni e le Regioni, il sistema delle autonomie locali. L’Umbria lo ringrazia per la sua presenza in occasione del decennale del sisma e per la visita ad Assisi. Semplicemente grazie». Walter Verini invece, capogruppo Pd in commissione Giustizia alla Camera e tra gli uomini più vicini a quel Veltroni che è tra i ‘quirinabili’, ricorda i nove anni di Napolitano come «un esempio di autorevolezza e garanzia. Il suo contributo per la tenuta delle istituzioni e del sistema democratico e per il ruolo del Paese in Europa e nel mondo è stato decisivo. E il ruolo svolto per incoraggiare e sostenere i cambiamenti e le riforme di cui l’Italia ha bisogno è stato fondamentale».
Galgano e Giulietti Di un «garante della democrazia e delle istituzioni» parla invece il deputato Pd Giampiero Giulietti, mentre la collega Adriana Galgano di Scelta civica chiede «rispetto» per la decisione di Napolitano e uno sforzo per «per trovare un accordo ampio sul nuovo presidente che deve rappresentare quella funzione di garante dell’unità nazionale che la Costituzione gli affida e che Napolitano ha saputo incarnare negli anni dei suoi mandati».
Twitter @DanieleBovi
