di Dan.Bo.
Marina Sereni sì, Marina Sereni no. Il premier Matteo Renzi ha al massimo qualche giorno per sciogliere un nodo molto delicato, ovvero quello che riguarda il nuovo ministro degli Esteri. Dal primo novembre infatti l’ex titolare della Farnesina Federica Mogherini entrerà ufficialmente in carica come nuovo Alto rappresentante per la politica estera dell’Unione europea. Una scelta, quella del nuovo ministro, che sarà fatta in stretto raccordo con il Quirinale. Da giorni sulle pagine dei giornali rimbalza il nome della 54enne umbra come possibile sostituta, anche se non tutti la danno come favorita. Tra questi c’è il quotidiano torinese La Stampa, vicino al premier, che lunedì ha pubblicato un articolo a firma di Fabio Martini secondo il quale le quotazioni della fassiniana Sereni sono in discesa.
In discesa, o forse no Troppo presto si sono accesi i riflettori sulla deputata umbra e così, nel corso dei giorni, intorno alla sua possibile nomina si è diffuso un certo scetticismo nel Palazzo, dove «si è consolidata la convinzione – scrive La Stampa – che alla Farnesina debba andare un ministro (o una ministra) competente, capace di maneggiare da subito i principali dossier». Tranchant invece il commento del quotidiano economico online Wall Street Italia secondo il quale sarebbe «una nomina senza carattere». Nomi alternativi? Quelli dell’ambasciatrice Elisabetta Belloni secondo La Stampa e, soprattutto, quello del viceministro Lapo Pistelli, anche se a suo sfavore gioca il fatto che Renzi vorrebbe mantenere una perfetta parità di genere all’interno dell’esecutivo.
Il quadro Un quadro differente invece lo tracciano Messaggero e Repubblica, secondo i quali a rimanere in pole position per la nomina è proprio la deputata umbra. A favore di quest’ultima gioca anche un’altra serie di fattori, come i buoni rapporti intessuti nel corso degli anni con la Presidenza della Repubblica e con Federica Mogherini, che fu chiamata proprio da Marina Sereni, per qualche tempo responsabile Esteri del Pd, a fare parte del suo staff all’interno del partito. In lizza secondo altri osservatori ci sarebbe anche Simona Bonafè, renziana eletta con una valanga di preferenze al parlamento europeo nella circoscrizione dell’Italia centrale. Quel che è certo è che, dalla questione dei marò alla crisi libica passando per l’Ucraina, solo per citare alcuni dossier, il lavoro che spetterà al nuovo ministro è di quelli impegnativi.
Twitter @DanieleBovi
