di D.B.
Quella tra Forza Italia e Nuovo centrodestra «non è una scissione bensì una separazione». Ne sono convinti i membri della neonata formazione che fa capo al vicepremier Angelino Alfano e che sta piantando le sue bandierine sul territorio umbro. Giovedì a palazzo Cesaroni è stato presentato il nuovo gruppo consiliare di cui fanno parte Massimo Mantovani, che sarà il capogruppo, Maria Rosi e Massimo Monni, vicino a Fabrizio Cicchitto. Al tavolo con loro anche i consiglieri della Provincia di Perugia Luigi Andreani, Franco Asciutti e Evian Morani, con il secondo capogruppo. Il pressing verso chi ancora deve decidere da che parte stare c’è, Ncd è per sua stessa ammissione meno forte a Terni (dove c’è il capogruppo di Fi in consiglio regionale Raffaele Nevi) mentre al Comune di Perugia potrà contare sulle adesioni di Emanuele Scarponi e Michelangelo Felicioni. Da Assisi, invece, guarda con attenzione il sindaco della città Claudio Ricci.
Alternativi «Il Nuovo Centrodestra – ha detto Mantovani – non sarà un soggetto politico di nicchia, ma parte importante di un contenitore politico di area, una forza politica alternativa a quella sinistra che vogliamo battere a livello regionale e nazionale». Il motivo principale con il quale spiegano la rottura è l’appoggio al governo: «La nostra formazione politica è composta da uomini e donne che hanno messo e mettono in primo piano il bene del nostro Paese e con responsabilità abbiamo detto no alla caduta del Governo Letta che lo stesso Berlusconi, più di tutti, ha voluto. Questo Governo ha dei compiti importantissimi da portare a termine che riguardano l’economia, il lavoro e una seria riforma elettorale. Senza dimenticare che sarà proprio l’Italia a dover guidare l’Europa nel secondo semestre del prossimo anno. E sarà proprio l’occasione per mettere in campo una diversa politica dell’Europa e della Bce». E se gli si chiede quanto conti il riconoscere o meno Berlusconi come leader, anche per il futuro, Monni risponde così: «Noi abbiamo un segretario che è Alfano, anche se Berlusconi sarà importante per quello che potrà dare in futuro».
Amministrative A confortare chi ha deciso di separare la sua storia da quella dell’ex capo del governo, il sondaggio di Renato Mannheimer che li colloca al 10% con la capacità di pescare anche nell’astensione: «L’obiettivo – dice Mantovani – è riportare a votare parte di quella larga fetta di elettorato che sta allontanandosi dalle urne». Sabato prossimo è programmata a Roma una convention con tutti i parlamentari e i consiglieri regionali che hanno aderito a questo progetto politico. Per Maria Rosi inoltre è stata fatta una «scelta coraggiosa, indispensabile – ha detto – per rilanciare il centrodestra italiano attraverso una azione politica legata ai valori del 1994. Il primo banco di prova vero saranno le amministrative di primavera, dove Ncd si potrebbe presentare con il proprio simbolo (che ancora non c’è) all’interno di alleanze variabili, anche sotto l’ombrello della casa comune del Pdl. E in vista di quell’appuntamento quello che Monni sottolinea più volte, oltre al massimo spirito di «inclusività e apertura», è la necessità di chiudere in tempi rapidi la partita delle candidature: «Chiediamo subito dei tavoli – dice – dove poter discutere. Le primarie? A seconda delle varie realtà decideremo».
