«Sulla crisi aperta da Bandecchi e risolta ‘a rate’ con sconto del 40% data la giunta ridotta, il rimpasto appare come un gioco delle tre carte: è la prova di un regolamento di conti interno sulla pelle della città. Siamo nell’epoca della metalinguistica per cui si può dire tutto e il suo contrario. Bandecchi è il Trump de’ noiandri: da un lato rivendicava di avere la migliore giunta della storia di Terni, dall’altra la spazzava via senza ammettere qualche punto debole. Si tratta perciò di un fallimento». Questa la posizione espressa dalle forze del Patto avanti giovedì mattina nella sala consiliare del Comune di Terni. Presenti Emiliano Listanti di Avs, Leopoldo Di Girolamo e Cosmina Ioan del Pd, Daniele Pica del M5s e Gianfranco Mascia di Europa Verde.
A inizio conferenza stampa il ricordo di Aldo Tarquini: «Terni – ha detto il segretario comunale Pd Leopoldo Di Girolamo – ha perso uno dei suoi figli migliori». L’ex sindaco ha ricordato numerosi progetti dei quali l’architetto si rese protagonista e la dignità con la quale negli ultimi tempi aveva affrontato la malattia. Poi l’attenzione si è spostata su Bandecchi e sull’amministrazione: «Il sindaco – è stato detto – non ha saputo approfittare di condizioni favorevoli come gli oltre 60 milioni di euro di finanziamenti di progetti messi a terra da precedenti amministrazioni. I suoi consiglieri sono silenti e lo è fin troppo anche il centrodestra. Lui è il padrone. Le fioriere sui pali sono forse l’unico risultato raggiunto. Ha promesso tanto: la provincia allargata, Terni 300 mila, il Frecciarossa a Terni, la centrale nucleare, quella Edison a servizio di Ast e la copertura delle buche. Ma l’unica missione compiuta è nell’incapacità assoluta di tessere relazioni istituzionali; è sotto gli occhi di tutti. Oggi Terni è totalmente isolata, ci conoscono solo per gli atteggiamenti scomposti del sindaco. L’unica alleanza che ha saputo costruire è con Polino, visto che il sindaco di quel paese è a capo del collegio dei revisori dei conti». Accusato di gioco di Risiko delle poltrone e di gestione senza confine tra pubblico e privato, per le forze del Patto avanti Bandecchi ha clamorosamente fallito e farebbe bene a farsi da parte per restituire alla città la possibilità di andare al voto. E il segnale in questo senso è forte: a Terni il centrosinistra unito, alle passate elezioni amministrative, è mancato.
Critiche a Bandecchi «Finalmente Bandecchi ha svelato tutte le sue carte, dichiarando ciò che abbiamo denunciato fin dall’inizio. A Bandecchi non interessa nulla di Terni e dei ternani ma vuole solo mettere le mani sugli appalti della sanità pubblica e privata, tramite le sue aziende e quelle a lui collegate». Così Federica Porfidi di Sinistra italiana Terni. Fa eco Medicina democratica attraverso il portavoce Pierluigi Rainone: «I due rinvii a giudizio di Bandecchi(la prima per i fatti avvenuti in consiglio comunale e la seconda per una grande evasione fiscale da 20 milioni di euro) e la composizione della nuova giunta segnano un punto di non ritorno».
Sinistra Italiana «La giunta è il suo consiglio di amministrazione dove da oggi siedono Tagliavento, amministratore delegato di Ternana Women con Bandecchi Presidente del Cda e amministratore unico di PalaTerni. Come ultima ciliegina, entra in giunta Sergio Anibaldi già nel consiglio di amministrazione di Piscine dello stadio e della società Palaterni Srl, nonchè progettista di Stadio clinica e del costosissimo project financing, per la ristrutturazione e gestione privata del vecchio ospedale ternano, bocciato due volte dai tecnici Regionali sotto la giunta Tesei e oggetto delle continue perorazioni di Bandecchi e Melasecche, non ultima la sceneggiata in Assemblea Regionale di pochi giorni fa – dichiara la Porfidi -. Ora è chiaro perché Bandecchi si sia infuriato quando la presidente Proietti ha proposto di fare un nuovo ospedale a Terni. Così stava mandando in fumo gli affari di questi personaggi. Oggi quindi abbiamo una giunta che palesemente farà gli interessi dei privati/amministratori comunali e non dei ternani. Sarà difficile ora per la Regione entrare in trattativa con un così composto coacervo di affari privati intrecciati con la politica ma non con l’interesse pubblico. Questi personaggi metteranno i bastoni tra le ruote in tutti i modi all’ipotesi di costruire un nuovo ospedale con fondi pubblici perché ciò mette fine ai loro sogni di gloria. Come Sinistra Italiana ci presenteremo al Prefetto con un esposto e ci rivolgeremo a tutti gli organismi di controllo perché questo scempio delle istituzioni abbia fine».
Medicina democratica «Il Sindaco Bandecchi è totalmente incompatibile con le due cariche che riveste (sindaco e presidente della Provincia di Terni) per via del ruolo che esso detiene in alcune aziende collegate con il Comune di Terni (penso al Palaterni tanto per iniziare) – dichiara Rainone -. Il Prefetto – prosegue – è chiamato alla verifica del corretto funzionamento dell’ andamento della pubblica amministrazione (in questo caso del Comune di Terni. La nomina degli assessori Tagliavento ed Anibaldi non fa che aumentare i conflitti di interesse e le relative incompatibilità che stanno trasformando il Comune di Terni in una sorte di azienda privata di Bandecchi. Chiediamo le dimissioni di Bandecchi, della sua giunta e la conseguente nomina di un commissario prefettizio che traghetti il Comune di Terni a nuove elezioni comunali. Il Comune di Terni non è una proprietà privata di Stefano Bandecchi».
