di Marco Torricelli
Il documento è lungo, ma la parte interessante sul serio sta in due righe scarse. Le ultime. Nelle quali il Partito democratico di Narni, in buona sostanza, dice che al ‘suo’ Stefano Bigaroni non può star bene un contentino.
La storia è nota Gianluca Rossi, eletto al senato, ha lasciato libero l’assessorato regionale all’economia (ed altro) e, ovviamente, dentro al Pd s’è aperta la caccia. Uno dei nomi fatti per la sostituzione di Rossi era quello dell’ex sindaco di Narni, Stefano Bigaroni, che ne aveva parlato anche con Umbria24. Ma il fatto che fosse narnese aveva fatto storcere la bocca ai ternani che, peraltro, avevano un altro problemino da risolvere: la scelta tra Fabio Paparelli, assessore provinciale in carica e Sandro Piermatti, pure lui assessore, ma in comune.
Le mosse Ora, visto che Paparelli lascerà l’assessorato provinciale tra qualche giorno («ma non fate dietrologie – aveva detto nei giorni scorsi a chi aveva fatto finta di crederci – perché si tratta solo di una scelta personale»), la giostra ha accelerato e si è ipotizzato che fosse proprio l’assessore provinciale il ‘prescelto’ in casa Pd per sostituire Rossi e che, quindi, Bigaroni potesse ascendere al ‘soglio’ provinciale. Apriti cielo.
I princìpi Il Pd narnese parla di «un tavolo imbandito, al quale dovrebbe sedersi un ternano nel posto in giunta che era del senatore Rossi e chi resta fuori riceverebbe un incarico in Provincia o altrove», ma sdegnosamente, dicono i democratici del posto. «vogliamo affermare con forza e chiarezza che noi non ci stiamo a perseguire quei comportamenti che hanno pesantemente contribuito a diffondere l’idea che i partiti e la politica siano oramai arroccati nel solo intento di riempire caselle a incastro per collocare persone buone per l’uno o l’altro incarico, a prescindere da competenze, storie, rappresentanza, idee, solo perché c’è un campanile da accontentare, una corrente interna da placare o una persona da collocare».
Indisponibili Stefano Bigaroni, rivendicano a Narni «è uno dei sindaci, tra le città medio grandi dell’Umbria, che si è distinto per capacità, serietà, impegno, rappresentanza quindi è una risorsa importante per il territorio e per l’Umbria», ma occorre «mettere nelle condizioni la presidente Marini di scegliere liberamente, solo ed esclusivamente in base a questi criteri che lei saprà valutare benissimo». Poi la frase decisiva: «Si comprende bene che, per coerenza, non esiste in partenza una disponibilità ad assumere alcun incarico in questo ente che oggi deve essere superato». Traduciamo? La provincia va verso la sparizione e al Pd narnese non piace per niente che a Terni vogliano spedirvi il loro ex sindaco.
