La centrale di Bastardo

C’è il futuro della centrale Enel di Bastardo (Giano dell’Umbria) al centro della mozione presentata dai capigruppo di maggioranza Silvano Rometti (SeR), Giacomo Leonelli (Pd) e Giuseppe Biancarelli (Upu) che ha alla giunta regionale chiedono, tra le altre, «di adottare tutte le iniziative necessarie per arrivare a un progetto che individui le possibilità di impiego degli impianti e dell’intero sito che si caratterizza per la sua ampia estensione».

Progetto Penelope per centrale Enel Bastardo Sul tavolo per il momento c’è l’accordo sottoscritto tra il Comune di Gualdo Cattaneo e il Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Perugia che, in un’ottica di riconversione e nuovo impiego della Centrale, ha elaborato un progetto denominato ‘Penelope’, con cui ipotizza «una produzione non inquinante della struttura e la conversione della centrale in due parti: un centro energetico, a sua volta destinato ad un polo di ricerca sulle tecnologie di stoccaggio, ad un innovativo impianto di accumulo dell’ordine di Mw e ad un alto centro di formazione in cui trasferire le conoscenze sviluppate; un distretto industriale il quale, attraverso un forte coinvolgimento nella politica energetica, permetterebbe lo sviluppo di un centro innovativo ed altamente tecnologico».

Mozione dei capigruppo di maggioranza Da qui la sollecitazioni di Rometti, Leonelli e Biancarelli che chiedono all’esecutivo di Palazzo Donini non solo «di arrivare a un progetto che individui le possibilità di impiego degli impianti e dell’intero sito che si caratterizza per la sua ampia estensione» ma anche «di attivare percorsi di ricerca di fondi comunitari per supportare l’attività che si intende svolgere e prevedere il potenziamento della scuola di addestramento specialistica del personale Enel a livello nazionale, attraverso la costituzione di un centro di alta formazione universitaria».

La dismissione Nella mozione si ricorda la volontà di mozione «la volontà di procedere alla dismissione di 23 centrali termoelettriche, tra cui la centrale ‘Pietro Vannucci’ di Bastardo che dispone dell’autorizzazione integrata ambientale (Aia) rilasciata dal Ministero per l’esercizio dell’attuale attività, prevista fino al 2019 e prorogata al 2023, anche se Enel potrebbe comunque disporre la chiusura della struttura già a partire dal prossimo 2017». La scelta della dismissione, si legge nella mozione, è dovuta a un calo della domanda, determinata anche da una forte concorrenza delle fonti rinnovabili, a cui si aggiunge un sistema elettrico che sta virando da un sistema centralizzato ad uno di generazione distribuito che ottimizza lo sfruttamento delle fonti rinnovabili e permette l’autonomia energetica territoriale.

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