Esprimere contrarietà allo svolgimento delle partite di qualificazione ai Mondiali di calcio 2026 tra Italia e Israele, in programma l’8 settembre in Ungheria e il 14 ottobre a Udine. La richiesta arriva mercoledì dall’assessore regionale Fabio Barcaioli, che in una lettera indirizzata al presidente della Lega nazionale dilettanti Luigi Repace invita a farsi promotore di una posizione ufficiale presso la Figc.

La lettera Nella missiva, Barcaioli richiama l’attenzione sulla situazione a Gaza, descritta come «un cumulo di macerie» dove «migliaia di civili, in fila per ricevere aiuti umanitari, sono stati colpiti e uccisi deliberatamente». L’assessore parla di una «prospettiva concreta di una nuova offensiva su Gaza City» e di piani che prevedono la cosiddetta “emigrazione volontaria” di migliaia di palestinesi verso paesi africani.

Le vittime Il documento ricorda le vittime nel mondo dello sport palestinese: «Tra le oltre 60mila vittime palestinesi identificate, 635 erano atlete e atleti». Citato anche il caso di Suleiman Obeid, definito il “Pelé della Palestina”, ucciso il 6 agosto scorso mentre attendeva la distribuzione degli aiuti. Viene inoltre denunciata la distruzione delle infrastrutture sportive: «265 strutture palestinesi annientate dai bombardamenti israeliani, più di 250 calciatori palestinesi uccisi, insieme a oltre 60 bambini e bambine coinvolti nei campionati giovanili locali».

Mandela Barcaioli richiama le parole di Nelson Mandela sullo sport come strumento universale di comunicazione e sottolinea che «non lo era nel 2022, quando Fifa e Uefa esclusero la nazionale e i club russi dalle competizioni internazionali. Non lo è quando si chiede di non disputare tornei in Paesi che violano sistematicamente i diritti umani».

Disparità Secondo l’assessore, «appare quindi incomprensibile la disparità di trattamento e l’indifferenza dimostrate dalle autorità sportive di fronte agli atti genocidari perpetrati dal Governo d’Israele a Gaza». Viene denunciato un «doppio standard» e ribadita la convinzione che lo sport non possa «voltarsi dall’altra parte, applicando criteri differenti a seconda del contesto o del Paese coinvolto».

La mobilitazione Nella lettera si fa inoltre riferimento alla mobilitazione di numerosi gruppi di tifosi che, in Italia e all’estero, manifestano pacificamente il proprio dissenso attraverso iniziative e coreografie simboliche. In conclusione, Barcaioli rinnova «con forza la solidarietà al popolo palestinese» e chiede che venga promossa un’istanza di contrarietà alla disputa delle due partite tra Italia e Israele.

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