
di Daniele Bovi
Ha avuto l’ok della giunta comunale, durante la seduta dell’esecutivo di giovedì pomeriggio, il progetto di esternalizzazione di una parte delle mense scolastiche gestite direttamente dall’amministrazione. Progetto intorno al quale nei mesi scorsi è fiorito un ampio dibattito con forti proteste di sindacati e genitori. O almeno di una parte di questi.
Il piano Il piano di esternalizzazione, secondo le ultime informazioni, prevede l’affidamento di sei cucine polo (Pieve di Campo, Solfagnano, Polo materna del Villaggio Kennedy, Ponte D’Oddi, Ponte Valleceppi e San Martino in Colle) e quattro cucine singole (San Martino in Campo, Montessori, Pian della Genna, scuola elementare del Villaggio Kennedy più il Polo di San Sisto già esternalizzato) a delle ditte private dopo una gara d’appalto europea. L’appalto prevede un contratto di tre anni più un possibile rinnovo di altri tre e punteggi extra per chi assumerà quanto più personale occupato nelle cucine degli asili nido comunali. L’approvvigionamento delle derrate, elemento fondamentale dell’attuale sistema, rimarrà sempre in capo ai comitati mensa dei genitori. In totale, saranno coinvolte circa la metà delle mense a gestione diretta.
Il dibattito in Consiglio Il disco verde della giunta era atteso da larghe parti della maggioranza che volevano vedere il documento dell’esecutivo per esprimere un parere definitivo sul progetto. Mal di pancia all’interno del Pd ce ne sono, così come è nota la contrarietà di Rifondazione comunista, che nelle settimane scorse aveva presentato un ordine del giorno in cui si chiede al sindaco di bloccare il progetto. Contrario anche il Pdl che teme per la qualità e per i livelli occupazionali. Un mese fa esatto in Consiglio comunale il Pd chiese il rinvio della discussione dell’odg di Emiliano Pampanelli proprio perché il partito di maggioranza relativa voleva fare una valutazione complessiva dell’atto. Altri in realtà accreditavano una spaccatura all’interno del partito.

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