di Iv. Por.
Meno spesa pubblica per rilanciare la crescita. La giunta Marini preadotta il Dap nello stesso giorno in cui Monti presenta il pacchetto «Cresci-Italia». E i principi quadro sono pressoché gli stessi, che verranno declinati fin dai primi mesi del 2012. Le linee guida, anticipate da Umbria24.it e svelate nella conferenza stampa di fine anno, sono state presentate al tavolo generale dell’Alleanza dello sviluppo. Tutti hanno chiare due cose: il sentiero è stretto e non sarà facile.
Obiettivo ripresa «L’Umbria vuole cogliere l’obiettivo del contenimento della spesa pubblica ed allo stesso tempo favorire la crescita per la ripresa dell’economia generale. In questa direzione si muove il Documento di programmazione annuale che la Giunta regionale ha preadottato e che vorremmo approvare definitivamente entro il prossimo mese di gennaio». E’ quanto affermato dalla presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, illustrando al tavolo generale dell’Alleanza per lo sviluppo – presenti tutti i membri della Giunta regionale – il contenuto del documento finanziario regionale.
Il 2012 sarà difficile «Gli effetti delle manovre finanziarie sui bilanci delle Regioni del precedente governo Berlusconi e di quello attuale, si manifesteranno in termini ancor più pesanti dal prossimo anno e negli anni a seguire – ha affermato Marini -. Dunque, la nostra legge finanziaria non solo ha dovuto tener conto di ciò, ma deve anche cercare di integrarsi con i provvedimenti assunti dal governo Monti sia per la parte del contenimento della spesa, sia per la parte relativa alla crescita dell’economia. Atti che il governo sta assumendo in queste ore. Dunque, anche come Regione dobbiamo mettere in atto misure che integrino quelle del governo per agevolare quanto più possibile tutte le misure che possano favorire la ripresa economica, da quelle relative al credito, alle nuove iniziative nell’industria dell’energia verde, alle infrastrutture, alla filiera ambiente-turismo-cultura». «Già nella seduta della Giunta regionale dello scorso 16 dicembre – ha aggiunto – abbiamo adottato un ‘pacchetto’ di provvedimenti teso ad accelerare l’utilizzo di tutta la dotazione finanziaria dei fondi comunitari, mentre altri provvedimenti li approveremo nell’odierna seduta dell’esecutivo».
Misure straordinarie La presidente, riferendosi alla difficile situazione in cui si trova il Paese, ha quindi ricordato come in questo momento «siano necessarie misure straordinarie che per un verso mettano la Regione nelle condizioni di affrontare il bilancio del 2012 con alto senso di responsabilità, e per l’altro verso garantiscano ai cittadini ed alle famiglie adeguati livelli di welfare e sanità, così come alle imprese, dalle grandi alle piccole e medie, si offrano opportunità di investimenti, garanzie maggiori per l’accesso al credito, per favorire la ripresa economica e lo sviluppo».
DAP 2012: LA SCHEDA
La crisi, in Umbria come in Italia, è destinata a durare anni ed un ritorno a livelli di Pil del 2007 (il massimo storico per la regione) non è realisticamente prevedibile prima del 2016; in compenso gli umbri, almeno per tutto il 2012, non vedranno aumentare nessuna tassa regionale e i costi della istituzione (personale, funzionamento, organi elettivi) subiranno una costante tendenza alla diminuzione per lo stesso anno 2012 ed in quelli successivi. I tagli alla sanità operati con le manovre precedenti al governo Monti saranno fronteggiate (anche grazie al buono stato attuale dei conti) con la riprogrammazione delle spese già avviata e le risorse a libera destinazione saranno razionalizzate e concentrate a sostegno della crescita dell’economia e dell’occupazione: il “dap in pillole” è tutto qua.
Un documento nato quest’anno, fanno notare gli Uffici regionali della programmazione strategica, in un clima di incertezza generale economico-politica nazionale ed “a cavallo” tra le manovre del governo uscente di Berlusconi e quella del nuovo esecutivo Monti che, per la verità, pare destinata a non aggiungere traumi insostenibili alle già provate finanze regionali. Anche il drastico taglio dei trasferimenti per il tpl (trasporto pubblico locale), operato dal governo Berlusconi, è stato in buona parte ridotto, in parte finanziato con la devoluzione alle Regioni di una quota dei proventi derivanti dall’aumento delle accise sulla benzina.
Le spese per il personale della Regione diminuiranno da 67,99 milioni di euro del 2011 (erano 71,27 nel 2010) ai 66,96 previsti nel 2012. Le spese di funzionamento dell’istituzione e quelle per il Consiglio regionale scenderanno rispettivamente da 12,96milioni (15,79 nel 2010) a 11,64 e da 20,99 (22,28 nel 2010) a 20,98 nel 2012.
L’unico aumento di imposizione fiscale deciso dalla Regione (4 centesimi per litro di benzina per autotrazione) riguarda la ricostruzione delle zone del comune di Marsciano colpite dal terremoto del dicembre 2009. Il gettito previsto è di 8 milioni di euro e coprirà una quota parziale delle risorse necessarie, oltre a consentire, come previsto dalle leggi nazionali, la possibilità di accedere ai cofinanziamenti nazionali.
Gli scenari di previsione contenuti nel Dap (i cui dati, alla luce delle grandi incertezze negli scenari internazionali e nazionali, avvertono ancora gli Uffici della programmazione regionale, vanno presi come semplici linee tendenza) indicano per il Pil umbro una diminuzione dello 0,3 per il 2012 e una ripresa, rispettivamente del +0,6 e del +0,9, nel 2013 e nel 2014.
Gli investimenti fissi lordi, che nel 2010 erano aumentati del 2,5% e nel 2011 dell’1%, caleranno dello 0,8 nel 2012 per poi riprendere al +1 e +1,9 nei due anni successivi. Il tasso di disoccupazione, salirà all’8,5 nel 2012 (era stato dell’8 quest’anno), si manterrà stabile nel 2013 e scenderà di poco, al 8,2 nel 2014. La situazione umbra, a giudizio delle previsioni Dap, sarebbe in leggero ritardo rispetto al quadro nazionale e a quello delle regioni limitrofe sia per quanto riguarda la “risalita” del Pil, sia in relazione ad altri significativi indicatori come il Pil pro capite, la produttività del lavoro e il rapporto export-pil. In modo particolare quello che è ritenuto l’indicatore principe del livello di benessere, il Pil procapite, dopo la “caduta” del 2009 (poco più di 20mila euro/anno) risalirà nel 2015 a “sfiorare” i 20.500 euro, ben lontano, comunque, dagli oltre 21.500 euro del 2007. Il pil procapite italiano che nel 2007 era di poco inferiore ai 20.500 euro, precipitato a 18.500 nel 2009, risalirà non molto al di sopra di questo valore nel 2015.
Il capitolo 2 del documento è dedicato alla illustrazione degli indirizzi e degli obiettivi della programmazione regionale dell’anno considerato, con proiezione nel biennio successivo. Il “disegno” della massima istituzione di governo dell’Umbria poggia su tre capisaldi: le riforme istituzionali, le politiche a sostegno dei settori produttivi e del terziario, nel quadro della sostenibilità ambientale, la definizione del nuovo welfare. Sul primo punto il dap “fotografa” le decisioni già assunte, i passi compiuti e quelli di prospettiva in relazione soprattutto alla riforma istituzionale e alla semplificazione amministrativa di cui sono state recentemente rispettivamente approvate e avviate norme di legge e Piano attuativo. La green economy, il sostegno all’innovazione, alla ricerca, all’export ed alla internazionalizzazione delle pmi sono confermati come scelte di fondo del sostegno allo sviluppo economico, mentre il nuovo modello assistenziale si impernia, per la sanità, sul cosiddetto “due più due” (due asl e due aziende ospedaliere) in un ipotesi di ulteriore contenimento dei costi amministrativi in funzione del mantenimento della universalità e qualità dei servizi.La riflessione e la preparazione della nuova stagione comunitaria, che si avvierà nel 2014, saranno anticipate già a partire dal 2012, al fine di affrontare nel modo più efficace i nuovi compiti e obiettivi contenuti a livello europeo nel programma cosiddetto Lisbona 2020, conservando quello che è uno dei vanti “europei” dell’Umbria, cioè la pratica di aver sempre rispettato i tempi di spesa (enne più due)dettati dalla Ue per evitare il disimpegno automatico dei fondi.
Il bilancio di previsione 2012 della Regione ammonterà a 2060,17 milioni di euro, inferiore di circa 130milioni a quello dell’anno precedente.
La manovra prevede un impulso alla valorizzazione delle entrate di natura patrimoniale e un ulteriore miglioramento dei sistemi di accertamento e riscossione fiscale. Sul versante delle spese, oltre al contenimento del trend delle spese di funzionamento dell’ente, l’indirizzo è quello di un’ulteriore razionalizzazione degli interventi regionali di settore, con una più efficiente allocazione delle risorse disponibili nell’ottica della spending review.

