A settembre la riforma arriverà in aula (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

All’interno del Pd si consuma la frattura sulla riforma della sanità tra la gran parte del gruppo consiliare a palazzo Cesaroni e il trio formato da Eros Brega, Luca Barberini e Andrea Smacchi. Nel corso della riunione del gruppo di lunedì mattina i tre, dopo la lettera dei giorni scorsi in cui sostenevano che c’è stata scarsa discussione intorno ai provvedimenti, hanno presentato un pacchetto di proposte in 14 punti che, raccontano i presenti, è stato accolto gelidamente dalla presidente Catiuscia Marini. Tra i punti, un’ulteriore riduzione dei punti nascita rispetto ai due-tre prospettati dalla giunta, il taglio del 25% dei primari e la creazione di un’unica Asl a Terni e di una sola azienda ospedaliera con sede a Perugia.

La bocciatura Su quest’ultima proposta nel pomeriggio è arrivata la bocciatura sonora di due pesi massimi del partito ternano come il sindaco Leopoldo Di Girolamo e il presidente della Provincia Feliciano Polli. Una soluzione, quella prospettata dal trio, che la coppia Di Girolamo-Polli definisce «inidonea». Che i due abbiano deciso di intervenire pubblicamente con una nota dura e netta testimonia come la temperatura sia altissima. Secondo i due neanche l’accusa di scarsa discussione sta in piedi: «Vogliamo ricordare – scrivono – che nel nostro territorio c’è stata una discussione molto ampia e partecipata dopo la presentazione delle linee di indirizzo emanate ad ottobre 2011 dalla Giunta regionale». Un riferimento temporale che sta a significare come il progetto «uno più uno» arrivi decisamente fuori tempo massimo. E a proposito di tempi, nei primi giorni di luglio la giunta Marini dovrebbe approvare definitivamente i due atti che compongono la riforma. Fino alle vacanze di agosto poi le Commissioni consiliari di palazzo Cesaroni procederanno ad esaminare il testo. Un lavoro che porterà all’approvazione definitiva dell’aula, con tutta probabilità, nella seconda metà di settembre.

L’IDV PRESENTA ALLA GIUNTA IL SUO PACCHETTO DI EMENDAMENTI

Impostazione condivisa Ritornando al progetto di riassetto che prevede due Asl e due aziende ospedaliere integrate, Polli e Di Girolamo sostengono che «tale impostazione – dicono – è stata largamente condivisa ed ha trovato pieno riscontro nel documento approvato dai consigli comunale di Terni e provinciale di Terni riuniti in seduta congiunta. Tale documento prevede la presenza nella nostra regione di due aziende ospedaliere integrate tra loro e integrate con l’università (legge 517), con autonoma personalità giuridica e gestionale, e due aziende sanitarie locali con dimensioni equilibrate, rimarcando altresì che per rilevanza demografica, articolazione dei servizi e posizione geografica, Terni dovesse esserne una delle due sedi legali nell’interesse della città, della provincia e della stessa regione dell’Umbria». Impostazioni «indispensabili per conservare e possibilmente migliorare il livello e la qualità dei servizi raggiunti dalla sanità umbra».

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