di Ivano Porfiri
Doveva essere affrontata venerdì nella riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza in prefettura la vicenda del convegno sulla Marcia su Roma invece la riunione è stata spostata al mercoledì successivo. La richiesta era stata inoltrata via fax dal sindaco di Perugia, Wladimiro Boccali, al prefetto Cardellicchio e al questore D’Angelo.
Clima teso Il primo cittadino, dopo il duro intervento di lunedì, chiede che venga impedito lo svolgimento di una manifestazione che rischia di creare problemi all’ordine pubblico, anche perché sabato e domenica Perugia sarà piena di turisti per Eurochocolate. Il clima che si sta creando, con le dichiarazione di numerosi esponenti politici, è piuttosto pesante. Martedì sera è stata convocata una riunione di giovani antifascisti perugini per discutere della vicenda e preparare il presidio convocato per sabato mattina alle 9.30 in corso Vannucci. Sul caso Umbria24 aveva intervistato anche il direttore dell’hotel Brufani.
Informato il ministro Intanto il caso è arrivato anche sul tavolo del ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri. Il deputato umbro Walter Verini ha preparato un dossier, inoltrato al gabinetto del ministro. Ma da parte delle forze dell’ordine, al momento, non viene ostentata preoccupazione. Ecco il testo della lettera: «
Marini: apologia di fascismo La presidente della Regione, Catiuscia Marini, definisce «gravissimo» che qualcuno pensi di celebrare l’anniversario della Marcia su Roma. «Peraltro – aggiunge – mi risulta non essere stato ancora sospeso il reato di apologia del fascismo, di cui l’evento annunciato a Perugia, con pubblici manifesti, sembra avere tutte le caratteristiche. L’Umbria che ci piace invece ricordare e celebrare è quella terra civile e democratica che ha contribuito alla liberazione dal fascismo; l’Umbria degli intellettuali antifascisti; l’Umbria dei 40 martiri di Gubbio; dei contadini e degli operari che diedero un contributo silenzioso alla resistenza civile, alle forze anglo-americane ed alle formazioni partigiane; l’Umbria dei frati del Sacro Convento di Assisi o di Padre Aldo Brunacci che a rischio della loro vita nascosero gli oppositori al nazifascismo e gli ebrei, salvandoli dal folle sterminio di massa; o ancora l’Umbria delle città bombardate e distrutte». Marini si dice certa che «le autorità competenti preposte alla vigilanza dell’ordine e della sicurezza pubblica esamineranno con la dovuta attenzione la legittimità di un tale evento. Personalmente, quindi, ritengo che questa iniziativa sia in totale contrasto con la storia e la coscienza civile dell’Umbria e di tutto il Paese e che non possa essere ammantata quale evento di studi storici, sulla base di un assurdo ideologico revisionismo e che, pertanto non abbia a svolgersi».
Clima di odio Gli organizzatori, nel frattempo, ribadiscono che il «Comitato Pro 90° Anniversario della Marcia su Roma» è un «sodalizio apolitico e apartitico» e che l’evento è solo un «convegno di studi storici», denunciando il «clima di odio» che «dichiarazioni di irresponsabili hanno creato in città nella vana speranza che qualche esaltato possa compiere atti inconsulti durante i lavori del congresso».
Esposto in procura Il Comitato, spiega una nota «dovendo agire per la tutela del buon nome dei numerosi studiosi che accorreranno da tutta Italia all’importante assise, procederà al deposito di un esposto presso la Procura della Repubblica di Perugia e gli uffici competenti della Digos che già seguono il caso, con tutte le dichiarazioni diffamatorie diffuse in questi giorni».
Invito a Boccali e ai perugini Dopodiché segue un invito a Boccali a presenziare al convegno, «certi che, data la straordinarietà dell’evento – che pone la città al centro del dibattito culturale nazionale –, non potrà mancare con un suo apprezzato saluto che distenderebbe gli animi, anche quelli dei più esagitati». A dire degli organizzatori, l’assise «vedrà concentrarsi a Perugia i più importanti studiosi di storia contemporanea che non vogliono che la storia della nostra Nazione sia più ostaggio delle ideologie politiche e di quei prezzolati “gendarmi della memoria” che, anche qui da noi, hanno cancellato, manipolato e falsificato il nostro passato per mere esigenze di propaganda politica». L’invito è esteso anche ai perugini «perché la storia della nostra città non rimanga ostaggio dei “mangiafuoco” della politica e di quegli “illustri studiosi” al servizio di ideologie politiche ormai morte e sepolte».
Invito a Vinti e Pampanelli Il Comitato invita anche il consigliere comunale Emiliano Pampanelli e l’assessore regionale Stefano Vinti, entrambi di Rifondazione, «a partecipare come relatori ufficiali all’incontro. Chiamandoli «professori», il Comitato ha deciso di affidare loro una relazione dal titolo “I socialisti e i comunisti umbri nei giorni dell’insurrezione fascista”. La loro tesi sarà pubblicata integralmente negli atti del convegno e per tale motivo è stato richiesto di corredarla con una apposita bibliografia e, soprattutto, con note archivistiche atte a evidenziare la scientificità del percorso ricostruito. Entrambi i relatori riceveranno 30 Euro come “gettone di presenza”».
La replica Poche le parole di replica di Vinti: «Non rispondo alle provocazioni dei fascisti». Vinti si era già espresso duramente in un’intervista video. Stessi toni da Pampanelli: «Noi non rispondiamo alle provocazioni dei fascisti però tengo a precisare che non sono professopre ma metalmeccanico e il 27 marcerò su Roma contro Monti e le politiche neoliberiste quindi non ci saremo sicuramente in un evento che rappresenta l’infamia della storia italiana».
Lignani (Pdl): andati sopra le righe In difesa del convegno interviene invece il consigliere regionale del Pdl, Andrea Lignani Marchesani. «La Marcia su Roma, di cui quest’anno ricorre il 90° anniversario (e per di più partita, come noto, da Perugia), è stata un momento importante della storia patria e non la si può certo mettere ‘tra parentesi’, così come non si può certo negare l’ampio consenso avuto dal fascismo nell’Italia degli anni ‘20-’30 dello scorso secolo: questo il tema di un convegno che a giorni si terrà a Perugia. La levata di scudi di esponenti della sinistra al riguardo è assolutamente sopra le righe, perché crea un inutile clima di tensione e prevarica proprio quel pensiero democratico di cui detti politici si sentono depositari».

