di Dan. Bo.
Benché la prossima parola, dopo l’ok in commissione, spetterà al consiglio comunale, l’ultima dovrà dirla la Soprintendenza. È con i suoi funzionari infatti che andrà concordato eventualmente lo spostamento, che molto sta facendo discutere in queste ore, del cippo che commemora a Ponte San Giovanni la Marcia su Roma, partita da Perugia il 28 ottobre del 1922. Attualmente si trova a lato della nuova rotonda, dove da poco si sono conclusi i lavori, mentre scopo dell’odg del forzista Antonio Tracchegiani approvato martedì è quello di piazzarlo al centro della rotonda, ben illuminato e con una freccia rivolta verso Roma. Come spiegano i tecnici del Comune, l’attuale posizione è stata concordata con quelli della Soprintendenza poiché si tratta di un bene sul quale c’è un vincolo e, se si vorrà di nuovo spostarlo, occorrerà parlare con loro. Insomma, anche se il consiglio comunale dovesse dire sì, non è detto che poi alla fine il cippo venga piazzato al centro della rotonda.
L’odg La maggioranza infatti deve fare i conti anche con ciò che pensa la giunta, contraria, come ha spiegato l’assessore ai lavori pubblici Francesco Calabrese, a un eventuale spostamento («meglio – ha detto – pensare a un simbolo più unificante, come un Grifo»). Nonostante il parere contrario di Calabrese però centrodestra e civici, peraltro appena usciti dal ‘ritiro spirituale’ di Monteripido, convocato anche per evitare episodi di questo tipo, hanno approvato l’ordine del giorno che, ha assicurato il presidente del consiglio comunale Leonardo Varasano all’Huffington Post in vista dell’approdo dell’atto in aula, non godrà di corsie preferenziali. Quanto all’opposizione, mercoledì sono piovute critiche e proteste. La senatrice Pd Valeria Cardinali dice che «Perugia deve reagire» e dice no a «rievocazioni del fascismo». «L’antifascismo è nel dna di Perugia e la città non può rimanere indifferente davanti ad atti di questo genere. Quel monumento – spiega – aveva già una sua collocazione dignitosa che ricordava la marcia, perciò spostarlo al centro della nuova rotonda appare una inutile, nonché una grave provocazione».
LA VICENDA E IL PRIMO OK IN COMMISSIONE
Le proteste «L’apertura di nuove sedi di Forza Nuova – aggiunge -, ‘il fastidio’ per la canzone Bella Ciao come colonna sonora della mostra sulla Resistenza, cambiare il nome alla scuola che era stata intitolata a Mario Grecchi, il rifiuto di ricordare Ilvano Rasimelli come ‘partigiano’ perché ritenuta una definizione ‘divisiva’, sono alcuni degli episodi a cui abbiamo assistito in questo ultimo anno, troppo spesso sottovalutati e liquidati come fenomeno di costume ma che in realtà sono segnali di un tentativo goffo e maldestro di riscrivere la storia». Sempre dal fronte Pd, i consiglieri comunali Sarah Bistocchi e Tommaso Bori, parlano di «idea rivoltante», di «una provocazione amministrativa dal retrogusto di apologia del fascismo». «Qualcuno – dicono – riesce ad immaginare che nel 2015 in un Consiglio Comunale in Germania si chieda di “valorizzare” e “illuminare” al meglio un cippo commemorativo della Notte dei Lunghi Coltelli o dell’incendio del Parlamento del Reichstag ad opera di Adolf Hitler? Ovviamente no, sarebbe agghiacciante».
Ipocrisia assoluta «Risulta agli occhi dei cittadini di un’ipocrisia assoluta – aggiungono -, al limite del ridicolo, il tentativo da parte dei consiglieri di maggioranza ed ex-civici (che di civico ormai non hanno veramente più nulla) di difendere il proprio voto favorevole alla “valorizzazione” del cippo commemorativo della Marcia su Roma adducendo giustificazioni, a posteriori, con “risparmi sulla realizzazione di una nuova opera”, “soli motivi di sicurezza nella viabilità del tratto stradale” o “abbellimento di un intervento moderno con un’opera del passato”. Riducendo il tutto all’ordinaria amministrazione e cercando, banalmente, di prescindere da ciò che quest’opera ricorda e, quindi, rappresenta ed evoca».
Prc e Sinistra per Perugia Strali arrivano anche da sinistra, con l’ex assessore Stefano Vinti che sostiene come la decisione «ferisce il sentimento democratico di Perugia e, al tempo stesso, disvela la vera natura della maggioranza che sostiene la giunta Romizi. Una maggioranza di destra, nostalgica, che non sopporta i valori della Repubblica nata dalla Resistenza e vuole confutare la verità storica». Secondo la federazione perugina del Prc infine «è vergognosa la scelta dell’amministrazione del capoluogo Ridurre, come si tenta di fare, la barbarie fascista e gli eventi tragici e disumani che l’hanno contraddistinta a mero evento storico è un tentativo di anestetizzare le coscienze critiche che va oltre il più becero revisionismo. Se della storia e dei suoi esiti si vuol rendere conto si allestiscano sì installazioni, ma che ricordino a tutte e a tutti l’enorme sacrificio di vite umane che ai perugini e agli italiani è costata la liberazione da un regime barbaro e sanguinario».
Twitter @DanieleBovi
