«Il cemento prima riempiva le casse comunali, ma adesso sta presentando il conto alla collettività, la giunta abbia il coraggio di iniziare a porsi la questione dell’assetto idrogeologico del territorio». Lo scrive il gruppo consiliare del Movimento 5 stelle, alla luce dei recenti disagi causati dal maltempo.

Donna salvata dai pompieri «Morire nella propria auto in un sottopassaggio allagato – scrivono i 5 stelle -, stava per succedere a Borgo Rivo e grazie al cielo non è accaduto. Non vogliamo strumentalizzare la questione né dare colpe a nessuno, – chiariscono dal movimento – ma chiediamo che la giunta abbia il coraggio di iniziare a porsi la questione dell’assetto idrogeologico del territorio, facendo i conti anche con la cementificazione scriteriata delle aree periferiche e pedemontane della nostra città, soprattutto quando queste aree vulnerabili si trovano in prossimità delle zone censite dall’Autorità di bacino del fiume Tevere come zone a rischio R4».

Movimento Secondo i pentastellati l’aumento ‘sproporzionato ed irrazionale’ del carico urbanistico in alcuni quartieri di Terni non ha comportato solamente il fatto che le infrastrutture fognarie andassero in tilt e diventassero insufficienti a garantire il regolare deflusso delle acque piovane, ma probabilmente ha anche influito pesantemente sui percorsi naturali che le piogge più o meno forti prendevano per raggiungere la valle: «Via del Germano ad ogni pioggia intensa si trasforma in un pericoloso torrente. Lo stesso accade in Via delle Querce. A nostro avviso è necessaria quanto prima una valutazione della pericolosità e del rischio idraulico soprattutto nelle aree dove si manifestano più criticità».

Rischi Sollecitiamo inoltre il Comune di Terni, qualora non l’avesse ancora fatto, a redigere la redazione del  Piano di gestione del rischio da alluvione. Per questo – anticipano i grillini – stiamo depositando un’ apposita interrogazione in consiglio comunale. La politica del cemento non paga, non porta ricchezza nelle casse comunali, la politica del cemento adesso sta presentando il conto alla collettività con elevati costi sociali, causati dal suo impatto nel territorio.

Cemento Sappiamo bene che sono previsti molti altri interventi edilizi in aree come via Macinarotta, villa Palma, via delle cinque strade, interventi che solo la crisi del settore edilizio ha impedito che andassero a compimento. Cemento, infrastrutture carenti e mancanza di pulizia delle strade –concludono dal gruppo consiliare – sono una miscela esplosiva che può determinare situazioni di pericolo per l’intera comunità, è il caso di fare delle valutazioni e prendere delle decisioni che vadano verso la sostenibilità ambientale, la salvaguardia della natura e la tutela dell’incolumità dei cittadini. Meno cemento in certi casi vuol dire, meno inquinamento e più sicurezza».