«Come favorire l’azione di criminali e inquinatori in Umbria? Anche distruggendo la Polizia provinciale-ambientale di Terni e riducendo poi l’organico di quella di Perugia». È su questo piano che i consiglieri pentastellati Maria Grazia Carbonari e Andrea Liberati pongono la questione, già passata per i tavoli della prima commissione regionale.
Polizia provinciale «Occorre delineare con urgenza il futuro e le attività che la polizia provinciale sarà chiamata a svolgere – dichiarano i due consiglieri – stabilendo il numero di personale necessario e gli strumenti per lo svolgimento dei servizi, altrettanto importante è salvaguardare i livelli occupazionali e valorizzare un patrimonio umano e professionale altamente qualificato, altrimenti disperso in altri enti per la gioia dei criminali ambientali, in un territorio già fortemente colpito in tal senso».
M5s alza gli scudi sulla tutela dell’ambiente Liberati e Carbonari, promettendo di vigilare sulla ripartizione del personale e sulla mission che la Regione vorrà affidare alle professionalità, hanno presentato un’interrogazione alla giunta e alla presidente per conoscere l’esito delle audizioni dei due comandanti provinciali e quali siano le funzioni che si intendono riallocare con legge regionale nell’ambito dei processi di riordino delle funzioni provinciali e quante risorse umane e strumentali sono necessarie per il loro svolgimento.
Livelli occupazionali «Nella ripartizione del personale che andrà a comporre il Corpo delle polizie provinciali – ammoniscono i due grillini – la Giunta regionale deve rispettare in maniera rigida e rigorosa una ripartizione proporzionata delle risorse umane, considerando il rapporto di 1/3 tra le due Province, auspicando che vengano previsti almeno 30 agenti a Perugia e minimo 10 a Terni»
