Il caos scatenato in aula lo scorso febbraio, in occasione delle riforme costituzionali, è costato caro particolarmente ai rappresentanti del Movimeno 5 Stelle. Non è toccato solo a loro il cartellino rosso (l’hanno preso anche parlamentari di Sel e del Pd, Lega Nord e Gruppo Misto), ma i pentastellati sono quelli che pagano il prezzo più salato. Sono 67 i deputati sospesi, per un totale di circa 616 giorni di assenza dalla Camera, provando a sommare le sanzioni di tutti. Il provvedimento arriva dall’ufficio di presidenza della Camera e non risparmia i due parlamentari umbri Filippo Gallinella e Tiziana Ciprini.
SABATO LA MARCIA CON GRILLO E CASALEGGIO
La nota «Dodici giorni di sospensione dai lavori dell’aula di Montecitorio e otto giorni per la collega penta stellata Tiziana Ciprini», scrive Gallinella in una nota stampa. Poi aggiunge: «L’Ufficio di presidenza della Camera dei deputati ha sospeso ben 67 deputati del M5S, me compreso, vale a dire il 75 per cento del gruppo parlamentare – commenta il deputato Gallinella – gran parte dell’opposizione è stata così ‘imbavagliata’. Siamo stati ‘sanzionati’ a più di due mesi di distanza dagli episodi accaduti per aver stigmatizzato l’atteggiamento di alcuni rappresentanti istituzionali nei confronti dell’esecutivo. Non si può più esprimere neanche un’opinione, tutto ciò ricorda il romanzo 1984 di George Orwell, provoca sconcerto e perplessità ma il M5S in crescita nei sondaggi non si ferma».
