Un militante con un caschetto del M5S

di Daniele Bovi

Entro fine anno, probabilmente prima di Natale, il Movimento 5 Stelle deciderà quale sarà il candidato presidente da schierare alle elezioni regionali che si dovrebbero tenere o alla fine di marzo o a metà maggio. Il meccanismo che verrà usato in Umbria è, come accade anche nelle altre regioni, quello delle «regionarie» con i militanti che potranno votare online sul blog di Beppe Grillo. Fare un toto-nomi è un’impresa quasi impossibile ma già da ora si può dire con certezza chi non sarà il candidato: senatori, deputati così come gli altri eletti nei consigli comunali non potranno partecipare alle «regionarie» delle quali il Movimento umbro ha parlato una settimana fa.

Regionarie Il meccanismo, se dovesse essere replicato quello del Veneto, prevede in primis le cosiddette «graticole», ovvero incontri sul territorio dice gli aspiranti candidati si presenteranno e si sottoporranno al fuoco di domande di militanti e cittadini; quelli risultati più graditi poi accederanno al primo turno che si svolgerà online, sul sito di Beppe Grillo, dove i militanti iscritti (probabilmente quelli entro il 31 dicembre 2013) sceglieranno la truppa di candidati consiglieri. Ultimo passaggio poi sarà, qualche giorno dopo, la seconda votazione grazie alla quale all’interno della truppa si sceglierà il candidato presidente.

Le espulsioni Un Movimento dove dopo le espulsioni dei cittadini-onorevoli Pinna e Artini circolano parole come «fraintendimento», «amarezza», ma anche difese monolitiche delle decisioni della «Rete». Tra queste c’è quella del senatore spoletino Stefano Lucidi: «Io – dice a Umbria24 – la vedo come una vicenda abbastanza normale, noi abbiamo sottoscritto un patto con gli elettori e fra di noi. Personalmente nel rispettarlo non ho nessun problema, non mi sento costretto, però quello che accade in questo percorso è che qualcuno si perde. Beppe – spiega ancora- si è posto come garante. Noi dobbiamo fare il nostro dovere senza focalizzarci su determinate regole che poi sono semplicissime: il sito in cui pubblichiamo le rendicontazioni è quello. Lo facciamo a scadenze quadrimestrali, poi porsi il dubbio su chi gestisce il sito, su chi controlla, non sta a noi».

Trasparenza Quanto ai problemi di trasparenza, Lucidi risponde che «quando votammo in rete per andare o no a parlare con Renzi, Beppe e altre tre persone che erano contrarie ad andare, andarono lo stesso perché venne deciso con le votazioni. Ci stiamo incartando su dei meccanismi». Dalla parte opposta della barricata c’è la deputata Tiziana Ciprini che parla di «quesito posto subdolamente male», difende Artini («una persona bellissima, infaticabile») e pone l’accento sul fatto che il passaggio in assemblea, necessario in vista dell’espulsione, non c’è stato. Insomma, le regole vanno rispettate tutte e non in modo selettivo.

Rosetti «Io – confessa poi la capogruppo a palazzo dei Priori Cristina Rosetti – non ho votato perché non ho avuto tempo. Penso che su questo caso ci sia stato un fraintendimento che spero possa essere chiarito a breve. Sicuramente ci sono cose che devono essere aggiustate». L’altro tema caldo è quello della trasparenza: da una parte Rosetti rivendica il sistema che permette ai militanti di esprimersi («è un valore»), ma dall’altra ammette che «bisogna lavorare sul contraddittorio. Di fronte ad una proposta dove si può dire sì o no, ci devono essere anche le ragioni del no. Sulla trasparenza si può lavorare». Un «messaggio positivo» poi secondo Rosetti è il via libera al direttorio: «Grillo – spiega – dà il segnale di voler condividere la leadership».

Gallinella Ha votato invece ma non svela come il deputato Filippo Gallinella: «Sicuramente in questi casi – dice – c’è sempre un po’ di amarezza, di disagio, sono colleghi di lavoro che per motivi più o meno validi escono. Trasparenza? Per quanto riguarda il portale dei parlamentari è massima, mentre il Blog non è nostro e a volte non c’è piena sintonia tra l opinioni di Beppe e quanto facciamo noi».

Twitter @DanieleBovi

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