Un miliardo l’anno a partire dal 2017 per la lotta alle povertà in un piano coordinato tra Stato e Regioni. Lo ha annunciato il ministro del Welfare, Giuliano Poletti, alla Conferenza delle Regioni. Poletti ha parlato di risorse «stabili perché previste per ogni anno ma che potranno essere incrementate anche nella legge di stabilità. Finalmente anche il nostro Paese si predispone ad avere uno strumento universalistico che guarda a tutti i cittadini per la lotta alla povertà».

Collaborazione con Regioni Il ministro ha sottolineato la necessità della «collaborazione con le Regioni perché un piano come questo ha bisogno di una rete territoriale molto forte. Non solo pensiamo di dare un aiuto al reddito di queste famiglie, ma abbiamo bisogno di prenderle in carico – ha aggiunto – e nella comunità locale ci deve essere qualcuno che dice: tu sei in una condizione di difficoltà, ti arrivano 200-300 euro di sostegno al reddito ma tu devi firmare un accordo con la tua comunità attraverso la quale ti impegni a fare ciò che ti viene proposto di fare, come formazione, aiuto ai servizi sociali, lavoro».

Come funzionerà Poletti ha affermato come «oggi non c’è una strumentazione integrata capace di prendere in carico le persone. Con il nuovo strumento che metteremo a regime questo sarà fatto. Il confronto di oggi con le Regioni è: lavoriamo insieme a costruire questa infrastruttura perché le politiche cambiano, ma se non hai uno strumento per fare le cose puoi decidere anche le cose più belle ma quelle rimarranno sulla carta». Riguardo alle risorse «sul 2016 ci sono 750 milioni per il Sia e un miliardo l’anno dal 2017 per il piano per la lotta alla povertà».

Marini soddisfatta «È la prima volta che realizziamo una innovazione sostanziale di azioni coordinate tra Regioni e Governo per sostenere con uno strumento universale per la lotta alla povertà». E’ quanto ha affermato la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, intervenuta in Conferenza delle Regioni, sottolineando con altrettanto favore «il metodo del confronto tra Governo nazionale e Regioni per la definizione di misure che però mi auguro divengano strutturali, modificando così anche una parte importante del nostro sistema di welfare, guardando con maggior attenzione alle povertà».

Ascoltare le regioni Entrando nel merito dei provvedimenti la presidente ha altresì auspicato che il confronto con il Governo serva anche a valutare bene, nella fase di attuazione delle nuove misure, cosa emergerà nelle singole regioni rispetto alle reali condizioni di povertà, così come si dovranno valutare gli effetti delle azioni del Governo come delle singole regioni. Marini ha, infatti, ricordato che «la Regione Umbria ha già adottato un provvedimento di lotta alle povertà e per l’inclusione sociale che è stato pensato quale strumento integrativo delle politiche nazionali, consentendo così l’allargamento della platea dei beneficiari dei sostegni e aiuti economici».

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