Loretoni e Rossi

di C.F.
Twitter @chilodice

Il segretario comunale del Pd di Spoleto, Roberto Loretoni, si dimette perché margini per far spazio nella lista dei 20 in corsa per le Regionali a un candidato espressione della città non ce ne sono, anche se di firme dovessero arrivare diecimila. Loretoni ha annunciato il passo indietro nel primo pomeriggio dopo aver incontrato a Perugia due responsabili della segretaria umbra, Andrea Pensi e Matteo Burico, che si sarebbero limitati a riconoscere l’errore e a proporre un posto nella lista civica della presidente.

LA LISTA PD
FOTO: I VOLTI DEI 20 CANDIDATI
I PROFILI DEI CANDIDATI

Spoleto fuori dalla lista Pd, Loretoni si dimette «Ho detto di no – ha affermato Loretoni – sia a questa ipotesi che a quella di segnare un credito a livello istituzionale o politico sul conto della città, stasera (venerdì, ndr) rimetto il mio mandato all’assemblea e mi dimetto, è una questione di dignità». Si chiude così la breve stagione da segretario dell’ex assessore comunale ai lavori pubblici della giunta guidata da Massimo Brunini, insediatosi il 10 gennaio scorso, assicurando a chiare lettere un candidato a Spoleto. Ma la rabbia per aver assistito all’esclusione della quinta città dell’Umbria dalla lista Pd è tanta e quello che finora è stato un scontro combattutosi sottotraccia viene a galla: «Non tollero – ha scandito Loretoni – che ci siano dirigenti del Pd spoletino che si siano spesi per la deroga di Brega e non per l’esclusione di Spoleto».

Ex Margherita e Bocci I nomi il segretario dimissionario li fa a fatica e il dito alla fine lo punta contro gli ex Margherita, Paolo Martellini, Vilma Fiata, Margherita Lezi, ma l’elenco sarebbe più lungo: «Il punto è un altro – dice Loretoni – a parte Dante Andrea Rossi nessuno domenica ha alzato la voce contro l’assenza di Spoleto in lista, è mancato un forte senso di appartenenze, mentre tutti abbiamo visto la compattezza dei delegati del Narnese-Amerino, sostenuti anche da alcuni ternani, che hanno impedito l’avvio dei lavori quando si è paventata l’esclusione in lista della loro candidata (Nicoletta Antonini, ndr)». E su questo fronte Loretoni tira in ballo anche il sottosegretario Gianpiero Bocci che non ha speso una parola per il caso Spoleto, ma anzi ha anche proposto un’accelerazione sul voto della lista, proponendo di votare tutto insieme, nomi e deroga di Brega, poi votata per alzata di mano ma a parte.

Danni elettorali Veleni e accuse incrociate che il segretario provinciale Rossi cerca di stemperare. «La segreteria regionale ha riconosciuto l’errore commesso domenica che pesa non solo su Spoleto, nell’ambito di un incontro territoriale la scelta di escludere un rappresentante espressione della città viene definita da Montefalco a Trevi, passando per Giano dell’Umbria e Castel Ritaldi, inaccettabile, offensiva e miope. Per questo – ha proseguito – tutti, compresi i cinque circoli di Spoleto, condividono la volontà di invitare Catiuscia Marini e Giacomo Leonelli a un incontro territoriale per spiegare come motivare l’elettorato di centrosinistra, ma sia chiaro fin da ora che se qui si consumerà un danno elettorale i responsabili avranno un nome e cognome».

La sinistra del Pd: «La colpa è della maggioranza del partito» Nel pomeriggio di venerdì è intervenuto con una nota il coordinamento della sinistra Pd dell’Umbria, l’area accusata di Rossi aver compiuto un blitz infilando all’ultimo secondo in lista Rita Zampolini e chiudendo le porte in faccia a Valia Fedeli Alianti, la candidata che alla vigilia dell’assemblea regionale era stata proposta dal Pd di Spoleto al posto di Giancarlo Cintioli, considerato escluso dalla segreteria del Pd umbro per il termine dei tre mandati. «Esprimiamo con chiarezza il nostro disappunto perché – si legge nella nota – la maggioranza del partito nel ridurre la presenza della Sinistra della lista, non ha accolto la proposta avanzata in coerenza con gli orientamenti espressi dall’unione comunale di Spoleto, di riconfermare la candidatura di Cintioli».

Rossi sotto tiro E poi: «Respingiamo con forza il tentativo di addossare alla Sinistra del Pd la responsabilità di questo fatto, che determina la conseguenza grave non solo per Giancarlo Cintioli, per il quale sono stati applicati criteri diversi da quelli di tutti gli altri consiglieri alla prima legislatura, ma soprattutto per una realtà fondamentale dell’Umbria, quale Spoleto, non abbia alcun rappresentante nella lista del Pd e invita la presidente e la segreteria regionale coerentemente all’impegno assunto nell’assemblea regionale a porre in campo idonee iniziative per recuperare questo grave errore». Infine la stoccata a Rossi: «Stigmatizziamo il comportamento del segretario provinciale Rossi che invece di operare a tutela di tutto il Pd ha pensato bene di contrapporre realtà territoriali ed aree politiche venendo meno al suo compito e alla sua funzione».

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