Francesco Giacopetti, Giacomo Leonelli e Patrizia Cavalaglio oggi durante la conferenza stampa

di Daniele Bovi

In questi tempi di politica 2.0 le decisioni si annunciano prima su Facebook e poi in conferenza stampa. E così Giacomo Leonelli, segretario uscente del Pd comunale, verga intorno alle 15 di oggi il seguente messaggio sintetizzando in poche righe ciò che dirà mezzora dopo: «Tra poco comunicherò che non mi ricandiderò a segretario del Pd. In questi 2 anni si sono fatte cose importanti, a cominciare dalla vittoria al Comune di Perugia del 2009 (tutt’altro che scontata) e dalla promozione di un nuovo e giovane gruppo dirigente. Oggi però il partito ha bisogno di serenità, e sulla mia persona (anche strumentalmente) si sono create troppe divisioni,incompatibili con il lavoro che ci aspetta».

Decisione presa già ieri sera La decisione in realtà, come scritto questa mattina da Umbria24.it (per leggere clicca qui), era già stata presa dopo la lunga riunione di segreteria di ieri. «Con una situazione così difficile, a livello sia locale che nazionale, credo ci sia bisogno di coesione e serenità». Serenità e coesione che, di conseguenza, non ci sono più intorno al nome di Leonelli. «Tutti – continua – devono sentirsi a proprio agio dentro a un progetto. Sulla mia figura si sono accumulate conflittualità e tensioni, accompagnate da qualche lettura strumentale: a volte sono stato il capro espiatorio di alcune situazioni». Qualcuno cioè, secondo Leonelli, «ha voluto scaricare le responsabilità verso un facile bersaglio».

Risultati e nuova classe dirigente Eppure secondo il segretario uscente i suoi due anni e mezzo alla guida del Pd del capoluogo sono stati caratterizzati anche da buoni risultati: «In questo periodo molto ricco di appuntamenti elettorali abbiamo, tra le altre cose, vinto le elezioni nel capoluogo al primo turno, cosa non scontata. E lo abbiamo fatto ricompattando una coalizione che veniva dalla rottura tra Pd e sinistra». In più, secondo il giovane dirigente, i suoi due anni e mezzo sono stati caratterizzati dalla «promozione di una classe dirigente giovane anche là dove è più difficile, ossia nell’amministrazione».

Lotta tra bande e tiro al piccione Partendo dal fatto che il Pd «non può permettersi più tensioni sulla leadership», Leonelli si toglie qualche sassolino dalla scarpa in merito al percorso che porterà, sabato, all’elezione del nuovo segretario comunale. «Vedo cose che – spiega Leonelli – che non mi piacciono: la lotta tra bande e il tiro al piccione non rafforza le leadership. I dirigenti dovrebbero avere più serenità e più serietà». Sul profilo del nuovo segretario Leonelli dice che «dovrebbe avere il consenso di tutti i segretari di circolo e dei militanti, non di sette o otto dirigenti che oligarchicamente si incontrano in un bar». Questa figura, secondo Leonelli, può arrivare anche dall’area maggioritaria del partito, ossia quella bersaniana che ha vinto il congresso lo scorso anno. Il nome al momento più gettonato è quello del capogruppo in Consiglio comunale Mearini.

Boccali? Ho perso il numero L’ultimo attacco poi Leonelli lo lascia per il sindaco Boccali, le cui dichiarazioni di alcune settimane fa a proposito di una presunta «distanza» del Pd comunale dall’amministrazione hanno lasciato il segno nel rapporto tra i due: «Se ho condiviso la decisione con il sindaco? Sono una ventina di giorni che non lo sento. Come mai? Ho perso il numero di cellulare». Fuori dalle battute, secondo Leonelli il Pd comunale «non può essere accusato di distanza dall’amministrazione, non ricordo differenziazioni: il gruppo ha fatto la sua parte».

Come funziona il congresso Per quanto riguarda il congresso di sabato, che si terrà al teatro Pavone di Perugia, saranno 138 i delegati che eleggeranno il successore di Leonelli: 135 eletti dai circoli più il sindaco, il segretario dei giovani (Francesco Zuccherini) e quello delle donne (Stefania Fiorucci). Altri 135 sono i cosiddetti invitati permanenti, ovvero i delegati eletti a Perugia dell’assemblea nazionale, regionale, provinciale più i vertici istituzionali. Delegati che hanno diritto di parola ma non di voto. I rapporti di forza vedono in testa i bersaniani (55%), seguiti da AreaDem o ciò che ne rimane (35%) e dai Marino-boys. Inizio previsto per sabato mattina alle 10 con gli interventi del segretario uscente e del sindaco Boccali.

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