Burico e Leonelli

di Daniele Bovi

Nessuna retromarcia, anzi: «Non abbiamo ceduto ad “ammorbidimenti”». Il giorno dopo l’assemblea regionale che ha dato il via libera al secondo mandato di Catiuscia Marini aprendo ufficialmente la battaglia per la lista, il segretario Giacomo Leonelli convoca la stampa per spiegare quanto successo poche ore prima e sottolineare che, a proposito dell’ordine del giorno approvato, la segreteria è riuscita a resistere agli assalti degli ‘ammorbiditori’: «Alle 13 di ieri il mio cellulare era già scarico. Se, come mi suggerivano al telefono – ha detto – avessimo usato aggettivi come ‘adeguato’, ‘significativo’, ‘ampio’ o ‘largo’ accanto a ‘rinnovamento’, o avessimo proposto tout court la conferma di Catiuscia Marini, avremmo chiuso l’assemblea alle 18.30 con un voto a larghissima maggioranza. Invece abbiamo scelto di spingere su un rinnovamento profondo e sostanziale della squadra, prevedendo che almeno il 70% dei candidati sia rinnovato rispetto al precedente mandato».

L’ASSEMBLEA

La lista Dopo le critiche di Locchi e Bocci però accanto alla percentuale compare una postilla, in base alla quale si spiega che il 70% rimane valido «fermo restando che tale principio è rimesso alle valutazioni che dovrà fare la Direzione regionale, valutando qualità, coerenza e rappresentatività territoriale delle candidature». In più c’è la questione legata alle deroghe che, a conti fatti, dovrebbe riguardare solo Eros Brega il quale, per un terzo mandato, avrebbe bisogno del sì dei due terzi dell’assemblea. Quanto agli altri, se la regola del 70% sarà rispettata in lista ci sarebbe posto per sei uscenti, cioè per la metà di quelli che ora siedono in consiglio. Il che significa che se, in ipotesi, il Pd vincesse le elezioni e gli uscenti centrassero l’en plein, i volti nuovi potrebbero essere alla fine tre o quattro.

Rinnovamento «Il rinnovamento – sottolinea il segretario – ce lo chiedono le persone, ma ciò non significa che il passato è da buttare bensì che una fase storica si è chiusa. C’è una grande domanda di discontinuità e per suonare una musica nuova servono interpreti nuovi». Quanto alle primarie, Leonelli dice che «non ci siamo blindati né chiusi». Per raccogliere le firme (almeno duemila iscritti o 75 delegati dell’assemblea regionale) a favore di un candidato che, al momento, assomiglia più a un fantasma che a una figura in carne ed ossa, ci sarà tempo fino al 28 novembre. Primarie che non dovrebbero riguardare i candidati consiglieri: «Non è – taglia corto il segretario – all’ordine del giorno». Matteo Burico, responsabile dell’organizzazione, affianca il segretario e sottolinea che «il 98% dei circoli, dopo una fase aperta a settembre passata anche dalle ‘primarie delle idee’, ha chiesto la riconferma della Marini e, al contempo, innovazione».

Programma e coalizione «Altro elemento di tensione» con gli ‘ammorbiditori’ secondo Leonelli, che vorrebbe aprire la lista dei candidati anche alla società civile, è stato il punto dell’ordine del giunto con il quale si chiede una giunta completamente nuova e aperta anche a possibili figure esterne. Incassato il sì al secondo mandato di Catiuscia Marini, Leonelli traccia il percorso dei prossimi mesi: dicembre sarà il mese dedicato alla costruzione del programma la cui mancanza è, insieme a quella della coalizione, una delle critiche fatte da Bocci: «Nell’ordine del giorno – dice – si parla di razionalizzazione delle partecipate, di sanità, di riduzione dei premi e di turn over dei dirigenti della pubblica amministrazione. Dobbiamo giocare una campagna in attacco con il coraggio di mettere in discussione noi stessi e l’orgoglio di dire quello che siamo consapevoli di aver fatto bene. Costruito il programma costruiremo anche la coalizione cercando convergenze con chi ci sta». Quanto alle liste, se ne parla dopo il 31 gennaio. «Se mi candido? Sono a disposizione purché non sia un peso per il partito».

Twitter @DanieleBovi

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