Il consiglio regionale (Foto archivio Fabrizio Troccoli)

Riprenderanno lunedì 12 i lavori della Commissione statuto di palazzo Cesaroni impegnata nel rebus della nuova legge elettorale. Secondo quanto comunicato mercoledì dal suo presidente, Andrea Smacchi, la settimana prossima si ascolteranno in audizione i Comuni di Terni e Orvieto, che si sono espressi per il doppio collegio elettorale, e della presidenza del Consiglio comunale di Gubbio che insieme ad altri soggetti ha presentato una proposta di legge elettorale. All’incontro saranno invitati anche soggetti politici, movimenti e partiti che non fanno parte dell’Assemblea legislativa come il Comitato per la democrazia, l’Altra Europa con Tsipras, Alternative riformiste, il Comitato regionale liste civiche, Sel e Movimento 5 Stelle.

I lavori Ascoltati tutti il 13 e 14, almeno nei programmi, si entrerà nel vivo con la discussione e l’approvazione dell’articolato. Mercoledì intanto sul tavolo il capogruppo di FI Raffaele Nevi ha messo una serie di emendamenti al testo in vigore e a quello base del Pd scelto come basse della discussione. Le proposte di modifica vanno dalla possibilità del voto disgiunto al doppio turno, due collegi elettorali invece che uno soltanto, soglie di sbarramento (5% per chi è in coalizione e 10% per «coalizioni di liste», come nel caso di Claudio Ricci), almeno il 50% di donne nelle liste, preferenza unica e firme da un minimo di 1.300 a un massimo di 1.800. Quanto ai candidati presidente sconfitti, in consiglio entrerebbe solo il secondo classificato.

Smacchi Smacchi durante i lavori ha voluto sottolineare la «rinnovata disponibilità della Commissione ad assicurare trasparenza nelle scelte, tenendo conto delle questioni e delle esigenze poste, sia da rappresentanze istituzionali che sociali e politiche ai temi di una delle fondamentali regole di partecipazione e democrazia a disposizione dei cittadini qual è appunto la legge elettorale. Con questo spirito ci accingiamo ad entrare nel vivo della discussione e approvazione del nuovo testo, con l’obiettivo di terminare i lavori entro il mese di gennaio».

Troppo tardi Comunque troppo tardi per il Comitato per la democrazia che giovedì, quando in consiglio è in programma la prima seduta dell’anno del consiglio regionale, darà vita al nono presidio per protestare contro i ritardi. Mentre si sta delineando l’approvazione di una legge fatta su misura del partito di maggioranza relativa, con dubbi di costituzionalità per i premi di maggioranza previsti, sono caduti nel vuoto i nostri appelli per l’approvazione rapida della legge che tuteli le minoranze. Il comitato richiede anche che sia immediatamente inserita all’ordine del giorno della commissione statuto la proposta di legge elettorale approvata dal consiglio comunale di Gubbio, proposta che ha pari dignità di quelle dei gruppi consiliari, così come previsto dallo statuto regionale.

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